San Francisco, 27 gennaio 2026 – Un team di ricercatori dell’Università della California a San Francisco ha scoperto quello che chiamano il “codice a barre dei tumori”, una svolta che potrebbe cambiare il modo di riconoscere e seguire le caratteristiche delle neoplasie con un semplice esame del sangue. Lo studio, pubblicato su Cell Reports Medicine, apre nuove strade per la diagnosi e il controllo delle terapie contro il cancro, puntando su una classe di molecole finora poco conosciute.
Gli Rna non-codificanti orfani: la chiave nascosta dei tumori
Al centro della ricerca ci sono gli “Rna non-codificanti orfani”, molecole prodotte dalle cellule tumorali che, a differenza degli Rna classici, non contengono istruzioni per fare proteine e non sono legate a geni conosciuti. Il loro ruolo è ancora in parte un mistero, ma, come ha spiegato Hani Goodarzi, il capo del gruppo, “queste molecole sono come una firma unica per ogni tipo di tumore”. In sostanza, ogni neoplasia lascia nel sangue una traccia precisa di questi Rna, che si può rilevare e studiare.
Dati su larga scala e conferme sperimentali
I ricercatori hanno passato al setaccio i dati del Cancer Genome Atlas, un progetto americano che raccoglie informazioni molecolari su 32 tipi di cancro. Da questa enorme mole di dati sono saltati fuori circa 260mila Rna non-codificanti orfani, chiamati oncRna, che rappresentano tante “impronte digitali” di diversi tumori. “Abbiamo visto che alcune di queste molecole aiutano le cellule malate a moltiplicarsi e a formare metastasi”, ha aggiunto Goodarzi. I test su topi hanno confermato che gli oncRna giocano un ruolo attivo nella crescita e diffusione del cancro, anche se i dettagli restano da scoprire.
Monitorare le terapie con un semplice prelievo
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibilità di usare gli oncRna per tenere sotto controllo lo stato di salute dei pazienti oncologici. Le cellule tumorali rilasciano infatti queste molecole nel sangue. Analizzando i campioni di 192 donne con tumore al seno prima e dopo la chemioterapia, i ricercatori hanno notato che i cambiamenti nei livelli di oncRna rispecchiano l’evoluzione della malattia. “Le pazienti con livelli più alti di queste molecole dopo il trattamento avevano una sopravvivenza quasi quattro volte più bassa”, si legge nello studio.
Diagnosi più veloci e meno invasive all’orizzonte
La scoperta del codice a barre dei tumori potrebbe portare a test diagnostici più rapidi e meno invasivi rispetto alle tradizionali biopsie. Secondo Goodarzi, “basterà un prelievo di sangue per capire se una terapia funziona o se il tumore cambia”. Però, restano ancora molte domande aperte: il ruolo preciso degli oncRna è solo in parte chiaro e serviranno altri studi per trasformare questa scoperta in strumenti clinici reali.
La comunità scientifica segue con attenzione
La pubblicazione su Cell Reports Medicine ha catturato l’attenzione degli esperti in tutto il mondo. Qualcuno invita alla prudenza: “È un passo avanti importante, ma servono conferme su larga scala e in tumori diversi”, ha commentato un oncologo del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. Intanto, i laboratori californiani stanno già lavorando a nuovi test basati sugli oncRna, con l’obiettivo di portarli nelle cliniche nei prossimi anni.
In attesa di sviluppi, questa scoperta è un tassello importante nella lotta contro il cancro. Un codice a barre invisibile, ma che potrebbe fare la differenza per personalizzare le cure e migliorare la vita dei pazienti.
