Tajani: l’iraniana carneficina e le responsabilità internazionali

Tajani: l'iraniana carneficina e le responsabilità internazionali

Tajani: l'iraniana carneficina e le responsabilità internazionali

Matteo Rigamonti

Gennaio 27, 2026

Roma, 27 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto il punto oggi sulla situazione in Iran, a margine di un incontro alla Farnesina. Intorno alle 11.30, davanti a una sala piena di funzionari e giornalisti, ha risposto alle domande sulla convocazione dell’ambasciatrice italiana a Teheran. Con un tono deciso, Tajani ha sottolineato la posizione del governo: “Non è colpa nostra se in Iran c’è stata una carneficina. L’opposizione in piazza è stata massacrata. Migliaia di morti. È inaccettabile”, ha detto mentre i presenti prendevano appunti.

Italia e Iran, una crisi che si fa rovente

L’ambasciatrice italiana è stata convocata dalle autorità iraniane dopo giorni di proteste durissime nel Paese. Le manifestazioni dell’opposizione sono state soffocate con violenza, con un bilancio che parla di molte vittime. Tajani ha ribadito che l’Italia non vuole essere chiamata a rispondere di quanto successo: “Non possiamo essere responsabili di quello che accade in Iran”, ha detto, sottolineando la necessità che la comunità internazionale intervenga.

Il ministro ha annunciato che all’imminente Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles, l’Italia, insieme ad altri Stati, proporrà nuove sanzioni contro i pasdaran — le Guardie della Rivoluzione islamica — e darà l’ok all’inserimento di questo corpo nella lista delle organizzazioni terroristiche. “È questione di principio e di sicurezza”, ha spiegato Tajani, lasciando intendere che l’Italia avrà il supporto di altri partner europei.

Taglio del personale all’ambasciata di Teheran

Sul fronte sicurezza, Tajani ha confermato che il numero di dipendenti italiani a Teheran è stato ridotto nelle ultime ore. “Stiamo lasciando solo il personale essenziale per far funzionare l’ambasciata”, ha detto rispondendo a una domanda. La sede diplomatica non è chiusa, ha tenuto a precisare: “Non l’abbiamo mai chiusa, ma con la situazione tesa stiamo richiamando a casa chi non è indispensabile, per prudenza”.

Fonti della Farnesina hanno confermato che la decisione è stata presa nelle ultime 48 ore, dopo un’attenta valutazione dei rischi. I funzionari rientrati sono stati accolti all’aeroporto di Fiumicino tra domenica e lunedì notte. Al momento non ci sono segnali di un attacco imminente contro l’ambasciata italiana, ma la guardia resta alta.

Europa compatta sulle sanzioni: cosa succede ora

Il nodo delle sanzioni ai pasdaran sarà al centro del Consiglio europeo. Tajani ha chiarito che l’Italia sosterrà tutte le iniziative per isolare chi ha causato le violenze in Iran. “Sosterremo chi chiederà di inserire i pasdaran tra le organizzazioni terroristiche”, ha ribadito, facendo capire che il confronto tra i partner europei è già avanzato.

Secondo fonti diplomatiche raccolte da alanews.it, la proposta italiana trova sostegno soprattutto nei Paesi nordici e in Francia. La Germania, invece, vuole ulteriori chiarimenti prima di prendere una posizione definitiva. La decisione potrebbe arrivare già giovedì.

La voce degli iraniani in Italia e le prossime ore

La comunità iraniana qui in Italia segue con preoccupazione l’evolversi degli eventi. Alcuni rappresentanti chiedono al governo di tenere alta l’attenzione sui diritti umani e sulla sicurezza dei manifestanti. “Non possiamo restare indifferenti”, ha detto un portavoce della diaspora a Roma.

Nel frattempo, la Farnesina mantiene contatti stretti con le ambasciate europee a Teheran. L’obiettivo è garantire la sicurezza dei diplomatici e monitorare la crisi in tempo reale. Solo nei prossimi giorni si capirà se la linea dura proposta dall’Italia avrà il pieno appoggio dei partner europei.