Milano, 27 gennaio 2026 – UPS, uno dei giganti della logistica mondiale, ha annunciato oggi un nuovo taglio di 30.000 posti di lavoro nel corso del 2026. La notizia, arrivata nelle prime ore del mattino, segue la fine della collaborazione con Amazon e fa parte di un piano più ampio di riorganizzazione interna. A riportarla è stata CNBC, confermata poi da fonti interne all’azienda. Solo lo scorso anno, UPS aveva già ridotto il personale di 48.000 unità.
UPS cambia rotta: finita la partnership con Amazon
La decisione di tagliare ancora personale, spiegano fonti vicine alla vicenda, è legata soprattutto alla fine del rapporto con Amazon, che negli ultimi anni ha rappresentato una fetta importante delle spedizioni di UPS. “Abbiamo dovuto rivedere tutto dopo che Amazon ha deciso di gestire internamente gran parte della logistica”, ha detto un dirigente del gruppo, che ha preferito restare anonimo. La collaborazione, nata nel 2016, aveva portato a un aumento dei volumi e a un’integrazione sempre più stretta tra i due. Ma già dal 2024 si erano visti i primi segnali di un progressivo allontanamento.
Secondo quanto riporta CNBC, la rottura definitiva è arrivata nei primi giorni di gennaio. Da allora, il management di UPS ha iniziato a rivedere le strategie operative, puntando a tagliare i costi e a chiudere o ridimensionare le attività meno redditizie.
L’impatto sui lavoratori e le reazioni dei sindacati
Questo nuovo taglio di 30.000 posti si aggiunge ai licenziamenti fatti nel 2024, arrivando a quasi 80.000 lavoratori in meno in due anni. La maggior parte dei tagli riguarda gli Stati Uniti, ma ci sono effetti anche in Europa e Asia. Le prime stime sindacali parlano di circa il 60% dei tagli che colpirà personale impiegatizio e addetti alla logistica nei grandi hub di smistamento.
“È un colpo durissimo per migliaia di famiglie”, ha detto Mark Dimon, rappresentante del sindacato Teamsters, che segue da vicino la situazione. “Chiediamo a UPS di aprire subito un tavolo di confronto per ridurre i danni sociali e garantire tutele ai lavoratori coinvolti”. I primi incontri con i sindacati sono previsti per la prossima settimana ad Atlanta, sede centrale del gruppo.
Un settore sotto pressione tra concorrenza e automazione
La mossa di UPS arriva in un momento di grande pressione nel mondo della logistica. Negli ultimi anni, nuovi operatori digitali e l’espansione delle reti logistiche interne dei big dell’e-commerce, con Amazon in testa, hanno cambiato gli equilibri del mercato. “La pressione sui margini è salita molto”, spiega un analista di Morgan Stanley contattato da alanews.it. “Molte aziende stanno spingendo sull’automazione e la digitalizzazione per restare in gioco”.
Non solo: anche UPS ha investito parecchio negli ultimi mesi in robot per i magazzini e in piattaforme digitali per tracciare le spedizioni. Ma questo passaggio a modelli più snelli porta inevitabilmente a meno posti di lavoro tradizionali.
Cosa ci aspetta: strategie e prospettive
Il piano di ristrutturazione prevede anche la chiusura o la trasformazione di alcuni centri logistici considerati non strategici. Fonti interne dicono che UPS vuole concentrare le forze su mercati più redditizi e su servizi premium per clienti business. “Stiamo lavorando per rendere l’azienda più agile e resistente”, ha detto Carol Tomé, amministratrice delegata, durante una conference call con gli investitori.
Gli esperti restano cauti sulle prospettive a breve termine. “Tagliare i costi serve, ma non basta”, osserva John Miller, esperto di trasporti per Bloomberg Intelligence. “UPS deve trovare nuovi modi per crescere e compensare la perdita dei volumi legati ad Amazon”.
Effetti sul mercato e sul titolo in Borsa
La notizia dei nuovi tagli ha subito avuto un effetto anche in Borsa: stamattina il titolo UPS ha perso il 2,3% sul listino di New York. Gli operatori temono che questo ridimensionamento possa innescare un effetto domino su tutto il settore logistico globale, già alle prese con margini in calo e investimenti sempre più grandi in tecnologia.
Per ora, la priorità è gestire l’impatto sui lavoratori e rilanciare i servizi principali. Solo nei prossimi mesi si capirà se la strategia di UPS basterà a garantire stabilità e crescita in un mercato sempre più difficile e incerto.
