Amazon annuncia il taglio di 16mila posti di lavoro: cosa significa per il futuro dell’azienda?

Amazon annuncia il taglio di 16mila posti di lavoro: cosa significa per il futuro dell'azienda?

Amazon annuncia il taglio di 16mila posti di lavoro: cosa significa per il futuro dell'azienda?

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Seattle, 28 gennaio 2026 – Amazon ha annunciato oggi un nuovo taglio di circa 16.000 posti di lavoro in tutto il mondo, a pochi mesi dal precedente ridimensionamento che aveva già coinvolto 14.000 persone. La maggior parte dei licenziamenti riguarderà gli Stati Uniti, ma l’impatto si farà sentire anche in altri Paesi dove il colosso dell’e-commerce opera. L’obiettivo dichiarato è chiaro: snellire la struttura aziendale e tagliare la burocrazia interna.

Tagli per rendere l’azienda più snella e veloce

La notizia è arrivata stamattina con una nota firmata da Beth Galetti, vicepresidente senior delle risorse umane. Nel messaggio ai dipendenti si legge: “Le riduzioni interesseranno circa 16.000 posti di lavoro in Amazon”. Galetti ha spiegato che la scelta nasce dalla volontà di “ridurre i livelli gerarchici, aumentare la responsabilità individuale e eliminare gli ostacoli burocratici”, una linea già anticipata nei mesi scorsi.

Fonti interne indicano che i tagli colpiranno soprattutto i reparti amministrativi e di supporto, ma non si escludono riduzioni anche in ambito operativo e tecnologico. “Stiamo lavorando per aiutare chi sarà coinvolto”, ha assicurato Galetti, sottolineando che, dove possibile, saranno proposte nuove opportunità ad alcuni dei dipendenti interessati.

Tensione e confusione prima dell’annuncio ufficiale

Il comunicato arriva dopo giorni di incertezza. Martedì scorso, infatti, alcune indiscrezioni sui licenziamenti erano trapelate accidentalmente a una parte del personale, scatenando preoccupazioni e voci incontrollate negli uffici di Seattle e negli hub principali negli Stati Uniti. Solo oggi la direzione ha voluto fare chiarezza sull’entità della riorganizzazione.

Un lavoratore della sede di Arlington, contattato telefonicamente, ha raccontato: “Si sapeva che sarebbero arrivati tagli, ma nessuno si aspettava numeri così grandi. Alcuni colleghi hanno ricevuto email poco chiare, altri hanno atteso fino a stamattina senza sapere nulla”. La situazione resta incerta: non sono stati ancora comunicati tempi e modalità precise dell’uscita dal lavoro.

L’impatto dell’intelligenza artificiale e il quadro globale

La mossa di Amazon si inserisce in un momento di grandi cambiamenti nel settore tecnologico. Negli ultimi mesi, l’azienda ha accelerato l’uso dell’intelligenza artificiale per automatizzare vari processi e migliorare l’efficienza. Secondo gli esperti, questa rivoluzione sta cambiando i ruoli tradizionali e riducendo la necessità di personale in compiti meno specializzati.

Secondo i dati del sito Layoffs.fyi, solo nel 2025 le grandi aziende tech hanno tagliato oltre 120.000 posti in tutto il mondo. Con questa nuova ondata, Amazon si conferma tra i gruppi più attivi nella ristrutturazione. “Non si tratta solo di risparmiare – ha spiegato un consulente del settore, che ha chiesto l’anonimato – ma di adattarsi a un mercato che cambia in fretta”.

Sindacati in allerta, lavoratori in attesa

Sul fronte sindacale, le reazioni sono prudenti. La Communications Workers of America, uno dei principali sindacati americani del settore, ha chiesto all’azienda “piena trasparenza sulle procedure” e garanzie per chi perderà il lavoro. “Chiediamo che Amazon rispetti i diritti dei lavoratori e offra un vero sostegno nella ricollocazione”, si legge in una nota diffusa nel pomeriggio.

Tra i dipendenti, l’incertezza resta alta. Nei forum interni si rincorrono domande su indennità e possibilità di trasferimento in altri reparti o sedi. “Non sappiamo ancora chi sarà coinvolto – ha raccontato un ingegnere della divisione cloud – ma l’atmosfera è tesa. Tutti aspettano risposte”.

Una mossa per prepararsi al futuro

Con questa scelta, Amazon segue una tendenza già vista in altri giganti tech: tagliare la burocrazia per muoversi più rapidamente in un mercato globale sempre più competitivo. Resta da vedere se questi tagli porteranno davvero a una maggiore efficienza o se rischiano di pesare sul morale e sulla produttività dei team.

Per ora, l’azienda promette “supporto e trasparenza” durante tutta la fase di riorganizzazione. Ma, tra i corridoi americani e i gruppi online dei dipendenti, resta la domanda aperta: quale sarà il prossimo passo per uno dei colossi dell’e-commerce mondiale?