Seattle, 28 gennaio 2026 – Amazon ha annunciato un nuovo giro di licenziamenti che coinvolgerà circa 16.000 dipendenti in tutto il mondo. Si tratta di un’altra pesante riduzione dopo i 14.000 tagli dello scorso ottobre. La notizia arriva direttamente dal quartier generale di Seattle, dove Beth Galetti, vicepresidente delle risorse umane e della tecnologia, ha spiegato che questa scelta fa parte di una riorganizzazione interna pensata per “snellire l’azienda, tagliare i livelli gerarchici, aumentare la responsabilità dei singoli e ridurre la burocrazia”.
Amazon taglia ancora: chi è coinvolto e cosa cambia
Fonti interne raccontano che i nuovi licenziamenti colpiranno diverse aree, soprattutto quelle amministrative e tecnologiche. “Molti cambiamenti sono partiti a ottobre”, ha detto Galetti, “ma ora stiamo completando il lavoro in altre divisioni”. L’obiettivo è rendere Amazon più veloce e flessibile, in un mercato che non lascia spazio a rallentamenti.
Il settore tech attraversa una fase difficile: molte grandi aziende, da Google a Meta, hanno già annunciato riduzioni simili. Per Amazon, che ha più di 1,5 milioni di dipendenti nel mondo, questa è una delle ristrutturazioni più grandi degli ultimi anni.
Perché Amazon cambia rotta
Galetti ha spiegato che la strategia punta a “semplificare le decisioni”, tagliando i manager di mezzo e dando più autonomia ai team. “La burocrazia rallenta l’innovazione”, ha detto in una videochiamata con i dipendenti. “Solo così possiamo crescere e rispondere meglio ai clienti”.
Dietro le quinte, i vertici delle divisioni principali – dalla logistica al cloud fino ai servizi digitali – hanno passato settimane a decidere dove intervenire senza intaccare la qualità. In alcune aree, i licenziamenti sono già stati comunicati via email nelle prime ore del mattino, con effetto immediato.
Cosa succede ai lavoratori e alle sedi internazionali
Non ci sono ancora dettagli precisi su dove cadranno i tagli, ma sembra che una buona parte riguarderà gli uffici negli Stati Uniti e in Europa, Italia compresa. A Seattle, chi lavora in azienda parla di “un’atmosfera pesante” nei corridoi già da giorni. “C’è molta incertezza”, racconta un ingegnere del cloud. “Non sappiamo chi sarà coinvolto, né quando arriveranno le comunicazioni ufficiali”.
In Italia, Amazon dà lavoro a circa 18.000 persone tra magazzini e uffici. Per ora, nessuna notizia ufficiale su possibili esuberi nel nostro Paese. Ma i sindacati hanno già chiesto un incontro urgente con la direzione europea per capire cosa succederà.
Reazioni del mercato e degli esperti
L’annuncio ha avuto subito un effetto sui mercati: il titolo Amazon ha perso un po’ di terreno nelle prime ore di contrattazione al Nasdaq. Gli analisti di Morgan Stanley dicono che “la ristrutturazione era nell’aria”, spiegando che l’azienda cerca di adattarsi a una crescita più lenta rispetto al boom del periodo pandemico.
Secondo alcuni esperti, tagliare personale è un modo per tenere sotto controllo i costi, soprattutto davanti alle sfide dell’intelligenza artificiale e alla concorrenza cinese nell’e-commerce. “Amazon sta cercando di ritrovare un equilibrio”, spiega un consulente tech di Londra, “ma rischia di perdere competenze importanti proprio quando serve innovare”.
Cosa succederà adesso
Per il momento, Amazon non ha detto molto su eventuali aiuti per chi perderà il lavoro. Galetti ha promesso “soluzioni su misura”, ma molti dipendenti aspettano ancora risposte più concrete. Solo nelle prossime settimane si potrà capire davvero l’impatto di questa riorganizzazione nelle varie sedi.
Nel frattempo, sui forum interni e sui social aziendali si moltiplicano domande e richieste di chiarimenti. L’atmosfera è carica di attesa e preoccupazione per il futuro di migliaia di persone che lavorano per Amazon in tutto il mondo.
