Milano, 28 gennaio 2026 – Le borse asiatiche partono in positivo, mentre gli investitori tengono il fiato sospeso in vista della decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse, attesa per questa sera. A Tokyo, il Nikkei ha chiuso con un rialzo modesto dello 0,05%, mentre Shanghai ha guadagnato lo 0,27%. Più decisi i recuperi a Taiwan (+1,5%) e a Seul (+1,69%). In controtendenza, invece, Sidney ha perso lo 0,09%. Ancora aperti i mercati di Hong Kong (+2,43%), Mumbai (+0,28%) e Singapore (-0,45%), con movimenti che riflettono l’incertezza globale.
Fed nel mirino, mercati divisi
Tutti gli occhi sono puntati sulla riunione della Federal Reserve, che secondo le previsioni manterrà fermi i tassi. Una decisione già messa in conto, ma che tiene comunque i mercati sulle spine. I future europei virano al ribasso, mentre quelli statunitensi mostrano segnali di forza. “Il mercato si aspetta una Fed prudente”, spiega un analista di una banca d’affari milanese. Nel frattempo, si guarda anche alla Banca Centrale del Canada, che dovrebbe confermare i tassi attuali.
Consumatori europei più fiduciosi, attesa per i dati italiani
Sul fronte europeo, la fiducia dei consumatori tedeschi, secondo l’istituto GfK, è scesa a -24,1 punti. Un risultato però migliore delle previsioni, che stimavano un calo fino a -25,5. “Il clima è ancora fragile, ma meno negativo del previsto”, commenta un economista di Francoforte. In Italia, oggi sono attesi i dati sulla fiducia di imprese e consumatori, che potrebbero dare un quadro più chiaro dell’economia. Negli Stati Uniti, invece, sono in arrivo le richieste di mutui e gli indici della Fed di Dallas.
Dollaro debole, oro vola
Sul mercato valutario, il dollaro rimane ai minimi degli ultimi quattro anni, anche se in mattinata ha mostrato qualche segnale di ripresa: 83,42 centesimi di euro, 152,68 yen e 72,48 penny. “La debolezza del biglietto verde riflette l’attesa per la Fed”, spiega un operatore a Londra. Intanto l’oro vola, guadagnando il 3,84% e toccando un nuovo record a 5.281,52 dollari l’oncia. “C’è una corsa verso gli investimenti rifugio”, ammette un trader di Zurigo. Più variabile il quadro delle altre materie prime: il petrolio WTI sale dello 0,14% a 62,48 dollari al barile, mentre il gas naturale scende dello 0,56% a 38,55 euro al MWh.
Mercati in bilico, occhi sulle prossime mosse
La giornata si preannuncia intensa per gli investitori europei e non solo. “Tutto dipenderà dal tono della Fed e dai segnali sulle prossime mosse”, confida un gestore di fondi a Parigi. Solo allora si capirà se la prudenza lascerà spazio a un clima più sereno nei giorni a venire. Nel frattempo, i mercati restano nervosi e reagiscono a ogni segnale delle banche centrali e ai dati economici.
In attesa delle decisioni di Washington e Ottawa, gli operatori monitorano da vicino anche le oscillazioni di valute e materie prime. Una giornata che si gioca tutta tra aspettative e realtà, tra prudenza e qualche segnale di fiducia che arriva dall’Europa.
