Corruzione: l’ex first lady Kim Keon-he condannata a 20 mesi di carcere

Corruzione: l'ex first lady Kim Keon-he condannata a 20 mesi di carcere

Corruzione: l'ex first lady Kim Keon-he condannata a 20 mesi di carcere

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Seul, 28 gennaio 2026 – La Corte centrale distrettuale di Seul ha inflitto oggi una pena di 20 mesi di carcere all’ex first lady Kim Keon-hee per corruzione. È la prima volta che Kim viene condannata in un processo che ha tenuto banco non solo in Corea del Sud, ma anche all’estero, soprattutto per il coinvolgimento della Unification Church, una delle realtà religiose più influenti del Paese.

Corruzione confermata, ma assoluzione su altri punti

Secondo l’agenzia Yonhap, la Corte ha stabilito che Kim ha ricevuto beni di lusso dalla Unification Church, violando le regole sulla trasparenza e sull’onestà nelle funzioni pubbliche. Il giudice Park Hyun-soo ha letto la sentenza nell’aula 304 del tribunale di Seul. Tuttavia, Kim è stata assolta dalle accuse più gravi: non è stata riconosciuta colpevole di aver messo in piedi uno schema di aggiotaggio né di aver infranto le leggi sui finanziamenti alla politica.

Il procuratore speciale Min Joong-ki aveva chiesto una pena ben più pesante: “Volevamo 15 anni di carcere per dare un segnale forte contro la corruzione ai piani alti dello Stato”, ha spiegato Min ai giornalisti fuori dal tribunale. Ma la Corte ha scelto una condanna più leggera, motivando la decisione con la “mancanza di prove sufficienti” sugli altri capi d’accusa.

Un legame controverso con la Unification Church

Il caso gira intorno ai rapporti tra Kim Keon-hee e la Unification Church, fondata da Sun Myung Moon, spesso finita sotto i riflettori per le sue attività in Corea del Sud. Tra il 2022 e il 2024, secondo gli atti, Kim avrebbe ricevuto gioielli, borse firmate e altri regali di lusso per un valore stimato intorno ai 150 milioni di won (circa 100mila euro). In cambio, avrebbe favorito l’accesso dell’organizzazione a canali istituzionali privilegiati, sostiene l’accusa.

La notizia della condanna ha diviso l’opinione pubblica a Seul. Fuori dal tribunale, una ventina di attivisti hanno mostrato cartelli con slogan come “Nessuno è sopra la legge” e “Giustizia per tutti”. Dall’altra parte, alcuni sostenitori di Kim hanno espresso delusione per il verdetto. “Non ci aspettavamo una sentenza così severa”, ha detto una donna che si è presentata come un’amica di famiglia.

Un colpo politico che potrebbe pesare

La condanna di Kim Keon-hee rischia di avere effetti anche sul piano politico. Il marito, Yoon Suk-yeol, presidente dal 2022, non ha ancora commentato la sentenza. Fonti vicine al governo dicono che il presidente “sta seguendo da vicino gli sviluppi” e che “qualsiasi dichiarazione arriverà nei prossimi giorni”.

Per molti analisti, questa vicenda potrebbe indebolire ancora di più la posizione del governo in vista delle elezioni legislative di aprile. “È un duro colpo per l’immagine dell’esecutivo”, ha detto Kim Ji-hoon, editorialista del Korea Herald. Ma servirà tempo per capire se la sentenza influenzerà davvero l’umore degli elettori.

Il percorso del processo e le prossime mosse

Il procedimento contro Kim è partito a luglio 2024, dopo un’indagine lunga e complessa guidata dal procuratore speciale Min Joong-ki. Durante il processo sono stati ascoltati più di trenta testimoni, tra cui ex collaboratori della presidenza e rappresentanti della Unification Church. Gli avvocati della difesa hanno già annunciato che presenteranno ricorso: “La nostra cliente è stata vittima di un processo mediatico e giudiziario sproporzionato”, ha detto l’avvocato Lee Sang-hoon.

La Corte ha disposto che Kim venga trasferita nel carcere di Seul Sud entro 48 ore. Nel frattempo, i media sudcoreani continuano a seguire da vicino ogni sviluppo di questa vicenda, che resta uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni in Corea.