Deputata americana aggredita con una sostanza misteriosa durante un discorso a Minneapolis

Deputata americana aggredita con una sostanza misteriosa durante un discorso a Minneapolis

Deputata americana aggredita con una sostanza misteriosa durante un discorso a Minneapolis

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Minneapolis, 28 gennaio 2026 – La deputata democratica Ilhan Omar è stata aggredita martedì sera durante un incontro pubblico a Minneapolis. Un uomo le ha spruzzato addosso un liquido non identificato usando una siringa. È successo intorno alle 19.30, nella sala conferenze del Cedar Cultural Center. Un episodio che ha scosso la città e riacceso il dibattito sulla sicurezza dei politici negli Stati Uniti.

L’attacco improvviso e la reazione di Ilhan Omar

Secondo gli organizzatori, Ilhan Omar stava rispondendo alle domande della gente quando un uomo si è avvicinato al palco. In un attimo, ha tirato fuori una siringa e ha spruzzato il liquido sul braccio sinistro della deputata. Le guardie di sicurezza sono subito intervenute, bloccando l’aggressore e portandolo fuori tra le urla dei presenti. Testimoni raccontano che Omar ha sussultato per lo spavento, ma si è subito ripresa: dal podio ha detto, con forza, “Restiamo forti di fronte a tutto quello che ci lanciano contro”, suscitando un lungo applauso.

Indagini aperte, si cerca di capire cosa fosse quel liquido

La polizia di Minneapolis ha confermato l’arresto dell’uomo e il sequestro del liquido per le analisi. Per ora non sono stati rivelati dettagli sull’aggressore o sui suoi motivi. “Stiamo cercando di capire di cosa si tratta e come sono andati davvero i fatti”, ha spiegato il portavoce del dipartimento, il tenente Mark Evans. Secondo le prime informazioni, l’uomo avrebbe agito da solo. Dopo un controllo medico, la deputata è stata dichiarata in buone condizioni.

Un clima già teso dopo la repressione anti-immigrati

L’aggressione arriva in un momento particolarmente delicato. Solo poche ore prima, sempre a Minneapolis, due cittadini statunitensi erano rimasti uccisi durante una dura repressione anti-immigrazione da parte delle forze dell’ordine. La notizia aveva già acceso proteste e acceso il dibattito pubblico. In questo clima, la presenza di Ilhan Omar, da tempo in prima linea per i diritti delle minoranze e spesso nel mirino politico – soprattutto dell’ex presidente Donald Trump – aveva attirato l’attenzione di sostenitori e oppositori.

Solidarietà da tutte le parti e nuove richieste di sicurezza

Dopo l’aggressione, sono arrivati messaggi di sostegno da entrambi gli schieramenti politici. “Condanniamo ogni forma di violenza contro i rappresentanti eletti”, ha scritto su X (ex Twitter) la speaker della Camera Nancy Pelosi. Anche il leader repubblicano Kevin McCarthy ha espresso vicinanza: “Le differenze politiche non devono mai sfociare in intimidazioni o aggressioni”. In serata, il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza per gli eventi pubblici: “Non possiamo lasciare che la paura blocchi il dibattito democratico”.

Ilhan Omar, una figura sempre sotto i riflettori

Nata in Somalia nel 1982 e arrivata negli Stati Uniti come rifugiata nel 1995, Ilhan Omar è stata eletta alla Camera nel 2018 per il Minnesota. Prima donna musulmana a sedere in Parlamento insieme a Rashida Tlaib, è diventata un simbolo delle battaglie progressiste su immigrazione, giustizia sociale e diritti civili. Negli ultimi anni ha denunciato spesso minacce e campagne d’odio contro di lei. “Non mi farò intimidire”, ha ribadito ieri sera davanti ai suoi sostenitori.

La comunità reagisce: paura ma anche voglia di resistere

Fuori dal Cedar Cultural Center, decine di persone sono rimaste a lungo in attesa di notizie. Molti hanno detto di aver temuto il peggio. “Abbiamo visto troppa violenza negli ultimi mesi”, ha raccontato Ahmed Nur, residente nel quartiere Cedar-Riverside. Ma tra la gente c’era anche una forte voglia di non cedere all’intimidazione. “Siamo qui per sostenere Ilhan e chi lotta per i nostri diritti”, ha detto una giovane attivista.

Le indagini vanno avanti. Solo nelle prossime ore si capirà qualcosa di più sul movente e sul liquido usato. Nel frattempo, Minneapolis torna a interrogarsi sulla sicurezza dei suoi rappresentanti e sulla forza del confronto democratico in tempi così difficili.