Ecuador accusa: tentativo di incursione di un agente Ice nel consolato di Minneapolis

Ecuador accusa: tentativo di incursione di un agente Ice nel consolato di Minneapolis

Ecuador accusa: tentativo di incursione di un agente Ice nel consolato di Minneapolis

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Washington, 28 gennaio 2026 – Il Ministero degli Esteri dell’Ecuador ha denunciato martedì un tentativo di incursione da parte di un funzionario dell’immigrazione statunitense nel proprio consolato a Minneapolis. L’episodio arriva in un momento di forte tensione, dopo i recenti raid anti-immigrazione voluti dall’amministrazione Trump. È successo la mattina del 27 gennaio e ha spinto il governo di Daniel Noboa – uno dei più stretti alleati di Washington in America Latina – a inviare una nota di protesta all’ambasciata americana a Quito.

Scontro al consolato ecuadoriano di Minneapolis

Il Ministero degli Esteri ecuadoriano racconta che i funzionari del consolato hanno bloccato l’ingresso all’agente dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) per proteggere “gli ecuadoriani presenti nell’edificio in quel momento”. Su internet sono circolate immagini che mostrano un uomo con il volto coperto mentre cerca di entrare nel consolato. Un dipendente lo ferma, dicendogli che non ha il permesso per entrare. Nella nota ufficiale si legge: “Abbiamo chiesto che episodi del genere non si ripetano in nessuno dei nostri uffici consolari negli Stati Uniti”.

La tensione tra Ecuador e Stati Uniti, due Paesi storicamente alleati, è salita nelle ultime settimane. A far salire la pressione sono state le nuove politiche migratorie americane e il peso che queste mettono sulle comunità latinoamericane che vivono negli USA. Il caso di Minneapolis ha scosso anche le associazioni di migranti ecuadoriani, che hanno espresso forte preoccupazione per la sicurezza dei loro connazionali.

Proteste, raid e vittime: la situazione resta calda

Martedì, proprio a Minneapolis, il presidente Donald Trump ha annunciato una “piccola de-escalation” dopo l’arrivo di un suo consigliere incaricato di calmare le tensioni nate dopo l’operazione federale. L’intervento della polizia aveva causato la morte di due manifestanti, colpiti da agenti federali durante una protesta contro i raid anti-immigrazione. Le autorità locali confermano che le indagini sono ancora aperte, senza però fornire dettagli sulle vittime.

La tensione è aumentata anche per una foto che ha fatto il giro del web nei giorni scorsi: un bambino ecuadoriano di cinque anni, spaventato, viene scortato da un agente dell’ICE che lo tiene per lo zainetto di Spiderman. L’immagine ha scatenato proteste nelle grandi città americane e in Ecuador, diventando il simbolo delle difficoltà delle famiglie migranti.

Il caso del bambino ecuadoriano: versioni contrastanti

Un giudice federale ha bloccato temporaneamente l’espulsione del bambino, arrestato con il padre durante un’operazione dell’ICE. Il blocco rimarrà in vigore “fino a nuovo avviso”, dicono gli avvocati della famiglia. Ma sul modo in cui è stato trattato il piccolo emergono due versioni diverse: un rappresentante della scuola sostiene che il bambino sia stato usato come “esca”, costretto a bussare alla porta per attirare altre persone fuori casa. Le autorità federali, invece, affermano che il bambino è stato trovato davanti alla casa dopo che il padre era scappato.

Il caso ha riacceso il dibattito sulle pratiche degli agenti dell’immigrazione e sulla tutela dei diritti dei minori coinvolti nelle espulsioni. “Non possiamo accettare che i nostri bambini vengano trattati così”, ha detto una portavoce della comunità ecuadoriana di Minneapolis durante una manifestazione davanti al consolato.

Migrazione e deportazioni: il flusso non si ferma

Tra le ragioni che spingono gli ecuadoriani a lasciare il paese ci sono la violenza legata alla droga, la disoccupazione e l’aumento del costo della vita. Secondo i dati del governo di Quito, nel 2025 oltre 9.500 ecuadoriani sono stati deportati dagli Stati Uniti. Il picco più alto è stato nel 2023, con circa 18.400 rimpatri – il numero più alto degli ultimi cinque anni.

Le autorità ecuadoriane hanno ribadito l’urgenza di garantire assistenza consolare ai cittadini coinvolti nelle espulsioni e hanno chiesto agli Stati Uniti di rispettare le convenzioni internazionali sull’immunità diplomatica. “Continueremo a difendere i diritti dei nostri connazionali ovunque si trovino”, ha assicurato il Ministero degli Esteri in una nota diffusa ieri sera.

Il caso di Minneapolis rischia di peggiorare ancora i rapporti tra Quito e Washington, proprio mentre la questione migratoria torna a essere centrale nel dibattito politico americano, in vista delle prossime elezioni presidenziali.