Fiducia dei consumatori Usa in caduta: è la più bassa dal 2014

Fiducia dei consumatori Usa in caduta: è la più bassa dal 2014

Fiducia dei consumatori Usa in caduta: è la più bassa dal 2014

Giada Liguori

Gennaio 28, 2026

New York, 28 gennaio 2026 – La fiducia dei consumatori americani ha subito un nuovo calo a gennaio, scendendo a quota 84,5, secondo i dati pubblicati ieri dal Conference Board. Il risultato, arrivato nella tarda mattinata a Manhattan, ha sorpreso analisti e operatori, che si aspettavano un indice intorno a 91. È il livello più basso dal 2014, un segnale che riporta indietro nel tempo l’umore delle famiglie statunitensi di oltre un decennio.

Fiducia ai minimi dal 2014: cosa sta succedendo

Il rapporto del Conference Board – un’organizzazione indipendente di New York specializzata in analisi economiche – mostra una situazione che si fa sempre più incerta. “I consumatori sono diventati più cauti sulle prospettive dell’economia e del mercato del lavoro”, ha detto Dana Peterson, economista capo dell’istituto, durante una breve chiamata con i giornalisti. L’indice, che a dicembre era a 92,3, è sceso soprattutto per l’aumento dei prezzi al consumo e per le tensioni geopolitiche che hanno segnato l’inizio dell’anno.

Nonostante l’inflazione abbia rallentato negli ultimi mesi, le famiglie non sembrano esserne rassicurate. “Molti americani sentono ancora il peso del calo del potere d’acquisto”, ha spiegato Peterson. A preoccupare sono soprattutto le aspettative per il futuro, che sono crollate più velocemente rispetto alla percezione della situazione attuale.

Mercati in allerta, la Fed osserva

Wall Street ha reagito subito: nella prima ora di scambi, l’indice S&P 500 ha perso qualche punto, mentre il dollaro ha perso terreno contro l’euro. Gli investitori temono che questa fiducia in calo possa tradursi in una riduzione dei consumi, proprio mentre la Federal Reserve si prepara a decidere se tagliare i tassi d’interesse.

“Il dato rende più difficile il compito della Fed”, ha commentato Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics. “Se la domanda interna rallenta troppo, la banca centrale potrebbe dover anticipare misure di sostegno”. La prossima riunione del board è in programma per il 14 febbraio: allora capiremo se il calo della fiducia influirà sulle mosse di Jerome Powell e dei suoi collaboratori.

Tra la gente e le imprese: prudenza e incertezza

Nei supermercati di Brooklyn e nei centri commerciali del Midwest, la prudenza si sente nell’aria. “Sto rimandando alcuni acquisti importanti”, racconta Sarah Miller, 38 anni, insegnante di Chicago, incontrata ieri pomeriggio in un centro commerciale. “I prezzi sono ancora alti e non so cosa aspettarmi nei prossimi mesi”. Un sentimento simile lo esprimono molti piccoli imprenditori: “Le famiglie tagliano su quello che non serve davvero”, dice John Ramirez, proprietario di un negozio di elettronica a Houston.

Il Conference Board registra che solo il 16% degli intervistati si aspetta un miglioramento della propria situazione finanziaria nei prossimi sei mesi. Un dato che pesa sulle scelte delle aziende: molte catene della grande distribuzione stanno rivedendo i piani di investimento per i primi mesi del 2026.

Economia americana in bilico: cosa ci aspetta

Il calo della fiducia dei consumatori è un campanello d’allarme per l’economia americana. I consumi delle famiglie pesano per circa il 70% del PIL: se rallentano, la crescita rischia di frenare già nel primo trimestre del 2026. “Il rischio è entrare in una fase di stagnazione”, avverte Gregory Daco, economista di EY-Parthenon.

Ma non tutti sono pronti a parlare di crisi. “Bisogna capire se è un episodio isolato o l’inizio di un trend”, sottolinea Michelle Meyer, di Mastercard Economics Institute. Intanto, la Casa Bianca e i mercati tengono gli occhi ben aperti. Nei prossimi giorni saranno fondamentali i dati su occupazione e inflazione.

Solo allora si potrà capire se questa frenata della fiducia è una parentesi o l’inizio di un periodo più difficile per l’economia americana.