Gas in calo: sotto i 39 euro alla Borsa Ttf di Amsterdam

Gas in calo: sotto i 39 euro alla Borsa Ttf di Amsterdam

Gas in calo: sotto i 39 euro alla Borsa Ttf di Amsterdam

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Milano, 28 gennaio 2026 – Il prezzo del gas naturale ha iniziato la settimana con un piccolo segno meno sulla piazza Ttf di Amsterdam, il punto di riferimento per il mercato energetico europeo. Alle 9 del mattino, i contratti future per febbraio hanno perso lo 0,1%, scendendo a 38,73 euro al megawattora (MWh). Un calo minimo, che però conferma la fase di calma relativa dopo mesi di forti oscillazioni.

Gas in Europa: una tregua dopo la tempesta

Negli ultimi mesi, il mercato europeo del gas ha rallentato la sua corsa. Dopo le tensioni fortissime tra il 2022 e il 2023 – con i prezzi che in certi momenti hanno superato i 100 euro al MWh – ora la situazione sembra più stabile. Un trader dalla City, sentito questa mattina, ha spiegato che gli operatori ad Amsterdam “stanno tenendo d’occhio il tempo e le scorte nei principali hub europei”.

I dati di Gas Infrastructure Europe mostrano che le riserve di gas in Europa sono ancora sopra la media stagionale: al 27 gennaio si aggirano intorno all’80%. Questo aiuta a tenere i prezzi su livelli più bassi rispetto ai picchi degli ultimi anni.

Cosa muove il prezzo del gas oggi

La piccola discesa registrata oggi – appena lo 0,1% sotto la chiusura di venerdì – è frutto di diversi fattori. Le temperature invernali sono rimaste miti in gran parte dell’Europa occidentale, riducendo la domanda per il riscaldamento. Inoltre, l’arrivo costante di carichi di GNL (gas naturale liquefatto) dai terminali atlantici e mediorientali ha rafforzato l’offerta.

“Il mercato resta molto attento a ogni segnale geopolitico”, ha detto un analista di Refinitiv Energy. “Basta una notizia su possibili tagli ai flussi dalla Norvegia o dalla Russia per far muovere i prezzi anche bruscamente”. Per ora, però, non ci sono state interruzioni importanti negli ultimi giorni.

Cosa significa per famiglie e imprese italiane

Per chi vive in Italia, il prezzo del gas sulla piazza Ttf è un punto di riferimento fondamentale. Molti fornitori, sia per le case sia per le aziende, si basano proprio su questi valori per calcolare le tariffe. Secondo l’Autorità per l’energia (Arera), una variazione di un euro al MWh può avere un impatto diretto sulle bollette mensili.

“Stiamo vedendo una certa stabilità nei prezzi all’ingrosso”, ha detto un portavoce di Arera. “Questo dovrebbe tradursi in tariffe più stabili nei prossimi mesi, a meno che non ci siano sorprese dal lato della domanda o dell’offerta”. Le associazioni dei consumatori, come Altroconsumo e Codacons, però non abbassano la guardia. “La volatilità non è sparita”, ha avvertito ieri il presidente di Codacons, Carlo Rienzi.

Cosa ci aspetta nelle prossime settimane

Gli operatori restano cauti. Febbraio, uno dei mesi più freddi dell’anno, potrebbe ancora riservare sorprese. Molto dipenderà dal meteo e dalla situazione geopolitica, in particolare dalle tensioni in Medio Oriente e dai rapporti tra Russia e Unione Europea.

Le previsioni di S&P Global Commodity Insights indicano che i prezzi dovrebbero restare tra i 37 e i 42 euro al MWh nelle prossime settimane. Solo eventi improvvisi – come blocchi nelle forniture o ondate di freddo fuori stagione – potrebbero farli salire.

La sfida della transizione energetica

Nel medio termine, il tema della transizione energetica resta al centro. L’Unione Europea punta a tagliare gradualmente la dipendenza dal gas fossile, puntando su rinnovabili e tecnologie per accumulare energia. Ma, come ha ricordato ieri la commissaria europea all’Energia Kadri Simson a Bruxelles, “il gas rimane una parte essenziale del mix energetico europeo almeno fino al 2030”.

Intanto, gli occhi degli operatori restano fissi sui monitor delle sale trading di Amsterdam e Londra. Per oggi, il segnale è chiaro: il gas apre in lieve calo sotto i 39 euro, una calma che potrebbe però sparire in un attimo. Come spesso succede nei mercati energetici europei.