Kim annuncia una rivelazione cruciale sul piano di deterrenza nucleare al congresso

Kim annuncia una rivelazione cruciale sul piano di deterrenza nucleare al congresso

Kim annuncia una rivelazione cruciale sul piano di deterrenza nucleare al congresso

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Pyongyang, 28 gennaio 2026 – La Corea del Nord si prepara a svelare la “fase successiva” del suo programma di deterrenza nucleare in occasione del congresso del Partito dei Lavoratori, fissato per febbraio nella capitale. L’annuncio è arrivato direttamente da Kim Jong-Un, che nelle ultime ore ha assistito a un nuovo test di missili balistici. La notizia, diffusa dall’agenzia ufficiale Kcna, ha subito attirato l’attenzione delle cancellerie internazionali e degli esperti militari.

Kim Jong-Un lancia la prossima fase del nucleare

In una cerimonia notturna, sotto i riflettori e alla presenza dei vertici militari, Kim Jong-Un ha detto che il congresso “delineerà i piani per la prossima fase, pensata per rafforzare la deterrenza nucleare del Paese”. Le sue parole, riportate dalla Kcna, sono arrivate poche ore dopo il lancio di due missili balistici a corto raggio dalla costa orientale. Fonti sudcoreane raccontano che a Seul si è tenuta subito una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza nazionale.

Il congresso: un passaggio chiave per Pyongyang

Il congresso del Partito dei Lavoratori è da sempre un appuntamento decisivo per definire la linea politica e militare di Pyongyang. Quest’anno, però, arriva in un clima di tensione sempre più teso nella penisola coreana. Secondo gli analisti, la scelta di Kim di accompagnare l’annuncio con un test missilistico non è casuale. “Vuole mostrare forza e determinazione, sia dentro che fuori dal Paese”, spiega Cheong Seong-chang, ricercatore al Sejong Institute di Seul.

Deterrenza nucleare: cosa sappiamo finora

Negli ultimi mesi, la Corea del Nord ha intensificato le sue attività legate al programma nucleare. Nel solo 2025, secondo l’International Atomic Energy Agency (IAEA), Pyongyang avrebbe effettuato almeno cinque test missilistici, alcuni capaci di trasportare testate nucleari. Il regime continua a presentare queste mosse come misure difensive, necessarie per “proteggere la sovranità nazionale da minacce esterne”. Tuttavia, Stati Uniti e Giappone hanno più volte espresso preoccupazione per il crescente livello di sofisticazione degli armamenti nordcoreani.

Reazioni nel mondo e cosa potrebbe succedere

L’annuncio di Kim ha subito scatenato reazioni. A Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato ha chiesto a Pyongyang di “fermare subito ogni azione provocatoria e tornare al tavolo dei negoziati”. Anche il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, in una dichiarazione diffusa alle 8.30 locali, ha definito “preoccupante” l’escalation militare e ha chiesto una risposta coordinata con gli alleati della regione. Sullo sfondo resta la questione delle sanzioni internazionali: fonti diplomatiche parlano di una possibile riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU già nei prossimi giorni.

Propaganda e dubbi interni

Non è la prima volta che la leadership nordcoreana usa il congresso per rilanciare la propria agenda militare. Nel 2021, Kim promise “un rafforzamento senza precedenti” delle difese. Dietro questi annunci, però, alcuni osservatori occidentali vedono anche esigenze interne: rafforzare il consenso tra i dirigenti del partito e rassicurare la popolazione, in un momento segnato da difficoltà economiche. “La propaganda ha un ruolo centrale”, sottolinea Andrei Lankov, docente all’Università Kookmin di Seul.

Febbraio, occhi puntati su Pyongyang

Mentre la comunità internazionale aspetta dettagli concreti sulla “fase successiva” della deterrenza nucleare nordcoreana, a Pyongyang si intensificano i preparativi per il congresso. Secondo le prime indiscrezioni raccolte dalla stampa sudcoreana, all’evento potrebbero partecipare oltre 5mila delegati da tutto il Paese. In città sono già scattate misure di sicurezza straordinarie e si respira un’atmosfera di mobilitazione generale. Solo quando Kim salirà sul palco del Palazzo dei Congressi si capirà se si tratta di una svolta vera o dell’ennesima mossa in una partita che dura da decenni.