L’Orologio dell’Apocalisse: siamo a soli 85 secondi dalla mezzanotte

L'Orologio dell'Apocalisse: siamo a soli 85 secondi dalla mezzanotte

L'Orologio dell'Apocalisse: siamo a soli 85 secondi dalla mezzanotte

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Chicago, 28 gennaio 2026 – L’Orologio dell’Apocalisse ha raggiunto oggi il suo momento più critico: le lancette si sono spostate a soli 85 secondi dalla mezzanotte, il valore più vicino al disastro globale mai registrato dal 1947. La notizia è stata data nel pomeriggio, in diretta da Chicago, dalla commissione del Bulletin of the Atomic Scientists, l’organizzazione nata nel 1945 da Albert Einstein e altri scienziati preoccupati per il futuro del pianeta.

Allarme rosso: perché l’Orologio corre verso la mezzanotte

Gli esperti del Bulletin hanno spiegato che la decisione di avvicinare ancora di più l’Orologio dell’Apocalisse è il risultato di tante minacce che si sommano. Non si tratta solo del pericolo di una guerra nucleare – che rimane al centro – ma anche della crescente tensione tra i Paesi, il crollo degli accordi internazionali e le nuove sfide lanciate dal cambiamento climatico, dalle biotecnologie e dall’intelligenza artificiale. “Un anno fa avevamo già lanciato un segnale d’allarme: il mondo era pericolosamente vicino a un disastro”, hanno ricordato i membri del Board. “Invece di fermarsi, Russia, Cina, Stati Uniti e altre grandi potenze hanno alzato la voce e le tensioni”.

Un clima mondiale sempre più infuocato

Nel comunicato, il Board sottolinea come la competizione tra i grandi Paesi stia facendo saltare la collaborazione internazionale, fondamentale per ridurre i rischi che ci minacciano. “Gli accordi faticosamente raggiunti stanno andando in pezzi”, si legge. “Troppi leader sembrano non voler vedere, anzi scelgono parole e politiche che peggiorano la situazione”. Il riferimento è netto: la guerra in Ucraina, le tensioni tra Stati Uniti e Cina su Taiwan, i negoziati sul clima bloccati e la corsa alle nuove armi tecnologiche hanno creato una situazione di instabilità senza precedenti.

Non solo bombe: clima, biotecnologie e IA sono sotto la lente

Rispetto agli anni scorsi, il Bulletin ha allargato lo sguardo. Oltre al rischio nucleare, pesano molto anche gli effetti del cambiamento climatico – con eventi estremi sempre più frequenti –, il pericolo di incidenti o abusi nelle biotecnologie e l’incertezza sull’avanzare dell’intelligenza artificiale. “Non possiamo più ignorare la minaccia che viene dall’IA”, ha spiegato Alexandra Bell, presidente e Ceo del Bulletin. “Serve un controllo globale che tenga il passo con la velocità con cui queste tecnologie si sviluppano”.

Il tempo stringe: “Agire subito, senza più ritardi”

Durante la presentazione, la commissione – formata da sette esperti, tra cui la Premio Nobel per la Pace 2021 Maria Ressa – ha sottolineato l’importanza simbolica dell’Orologio dell’Apocalisse. “Non è solo un’immagine delle minacce per l’umanità”, ha detto Ressa, “ma un invito a fare squadra”. Fissare le lancette a 85 secondi dalla mezzanotte è un segnale forte, diretto ai governi ma anche a tutti noi. “Ora è il momento di agire”, hanno ribadito i relatori più volte.

Un segnale che fa riflettere sul nostro futuro

L’Orologio dell’Apocalisse è nato nel 1947 per mettere in guardia contro la corsa alle armi nucleari. Da allora, ogni anno, il Board aggiorna la posizione delle lancette in base a ciò che succede nel mondo. Nel 2023 erano a 90 secondi dalla mezzanotte; nel 2025 a 89. Oggi, con 85 secondi rimasti, il messaggio è chiaro: “Siamo a un punto di svolta”, ha detto Alexandra Bell. “Solo una nuova stagione di cooperazione tra i Paesi può allontanare il rischio di una catastrofe”.

La diretta si è chiusa con un appello alle nuove generazioni. “Non possiamo più restare a guardare”, ha detto Maria Ressa. Eppure, nei corridoi del Bulletin, si respirava una crescente preoccupazione. Un orologio che continua a ticchettare, senza fermarsi.