L’UE investe 750mila euro in chip fotonici e pillole intelligenti: un passo verso il futuro tecnologico

L'UE investe 750mila euro in chip fotonici e pillole intelligenti: un passo verso il futuro tecnologico

L'UE investe 750mila euro in chip fotonici e pillole intelligenti: un passo verso il futuro tecnologico

Matteo Rigamonti

Gennaio 28, 2026

Genova, 28 gennaio 2026 – Cinque ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno appena messo le mani su finanziamenti Proof of Concept dall’European Research Council per un totale di 750mila euro. I progetti, che vanno dai chip fotonici alle pillole smart, passando per dispositivi diagnostici e microscopi basati su Intelligenza Artificiale, sono stati scelti tra centinaia di candidature da tutta Europa. L’annuncio è arrivato questa mattina direttamente dalla sede centrale dell’IIT a Genova, dove si è sottolineato che l’istituto ha conquistato il primo posto in Italia per numero di progetti finanziati nel 2025.

IIT in vetta: sette progetti finanziati in un anno

Nel 2025, l’Istituto Italiano di Tecnologia ha visto approvati sette progetti Proof of Concept dall’ERC, con due di questi già approvati nella tornata estiva di luglio. Un risultato che, come ha spiegato il direttore scientifico Giorgio Metta, “dimostra la forza della ricerca italiana e la capacità di trasformare idee innovative in soluzioni concrete”. La maggior parte dei progetti premiati nasce nei laboratori di Genova e Milano, ma anche la sede di Napoli si è fatta notare.

Microscopi intelligenti e diagnosi della dislessia: le novità da Genova

Tra i vincitori spiccano Giuseppe Vicidomini e Alessandra Sciutti, entrambi attivi nella sede IIT di Genova. Vicidomini sta lavorando a una nuova generazione di microscopi con algoritmi di Intelligenza Artificiale, capaci di adattarsi da soli al campione da analizzare. L’obiettivo? “Velocizzare l’individuazione di molecole chiave per la ricerca medica”, ha spiegato il ricercatore, sottolineando come il sistema corregga distorsioni e riconosca eventi biologici rari.

Sciutti, invece, punta a un dispositivo non invasivo per la diagnosi della dislessia. Il sistema osserva i movimenti degli occhi e la contrazione della pupilla durante la lettura, permettendo di misurare con precisione lo sforzo mentale. “Gli strumenti attuali sono spesso poco affidabili o invasivi”, ha detto Sciutti, “mentre il nostro metodo vuole offrire una valutazione chiara e accessibile”.

Chip fotonici e pillole smart: il futuro dal polo milanese

A Milano, i laboratori IIT ospitano i progetti di Annamaria Petrozza e Mario Caironi. Petrozza sta sviluppando chip fotonici nel vicino infrarosso, dispositivi utili in campo sanitario, ambientale e nelle telecomunicazioni avanzate. “Stiamo lavorando su nuovi materiali che permettono una trasmissione dati più efficiente e sicura”, ha raccontato la ricercatrice.

Caironi, invece, sta portando avanti una vera e propria pillola intelligente: un dispositivo ingeribile, fatto con materiali commestibili, capace di raccogliere dati dall’intestino. “Tenere sotto controllo i processi digestivi in tempo reale potrebbe cambiare la diagnosi precoce di molte malattie”, ha spiegato Caironi, mostrando un prototipo durante una breve dimostrazione nel laboratorio milanese.

Nuove immunoterapie per il tumore ovarico: la sfida di Napoli

A Napoli, la ricercatrice Velia Siciliano ha ottenuto il finanziamento ERC per un progetto dedicato all’immunoterapia del tumore ovarico. Il suo team sta lavorando su cellule Car-T “più intelligenti ed efficaci”, capaci di restare dentro le cellule tumorali e rafforzare la risposta immunitaria. “L’obiettivo è dare nuove speranze a pazienti che oggi hanno poche opzioni”, ha detto Siciliano.

Un riconoscimento europeo che premia la ricerca italiana

Secondo i dati dell’ERC, i finanziamenti Proof of Concept servono a sostenere la fase iniziale di sviluppo delle idee più promettenti nate dalla ricerca di base. L’Italia, grazie ai risultati dell’IIT, resta tra i paesi più attivi nel panorama europeo dell’innovazione scientifica. “Questi progetti – ha concluso Metta – dimostrano che investire nella ricerca porta a risultati concreti per tutta la società”.