Oro in ascesa: il prezzo spot oltrepassa i 5.300 dollari

Oro in ascesa: il prezzo spot oltrepassa i 5.300 dollari

Oro in ascesa: il prezzo spot oltrepassa i 5.300 dollari

Giada Liguori

Gennaio 28, 2026

Milano, 28 gennaio 2026 – Il prezzo dell’oro continua a correre sui mercati mondiali. Stamattina, martedì 28 gennaio, il Gold spot – cioè l’oro con consegna immediata – ha toccato quota 5.303,74 dollari l’oncia, segnando un rialzo del 2,39% rispetto alla chiusura di ieri. Anche il contratto con consegna ad aprile, il cosiddetto Comex, ha fatto un salto: scambiato a 5.329,10 dollari l’oncia, in crescita del 4,07%. Un movimento che non passa inosservato tra operatori e investitori, in un momento di forte incertezza sui mercati globali.

Oro ai massimi, cosa c’è dietro la corsa

Secondo gli esperti di Banca IMI, la domanda di oro si è rafforzata nelle ultime settimane, spinta soprattutto dall’instabilità geopolitica e dai timori legati all’inflazione. “Quando i mercati diventano nervosi, gli investitori cercano rifugi sicuri”, ha spiegato questa mattina un trader milanese, raggiunto al telefono poco dopo l’apertura delle contrattazioni. Il dato di oggi conferma un trend già in atto: solo la settimana scorsa il prezzo dell’oro aveva superato i 5.200 dollari l’oncia, ma il nuovo record è un segnale chiaro di tensione crescente.

Non solo oro: anche l’argento segue la stessa strada. Nella stessa seduta, il metallo bianco è stato scambiato a 114,35 dollari l’oncia, con un balzo del 7,87%. Secondo gli operatori, a muovere il mercato è sia la domanda industriale sia la voglia di diversificare i portafogli.

Mercati in fermento, reazioni immediate

A Piazza Affari, la notizia del rialzo dei metalli preziosi ha acceso subito i titoli del settore. “Le società minerarie e i fondi specializzati hanno visto acquisti forti già dalle prime ore”, ha raccontato un gestore di portafoglio di una grande banca d’investimento. A muoversi di più sono state le aziende che estraggono e lavorano l’oro, con volumi sopra la media.

Secondo le prime rilevazioni di Bloomberg, la domanda fisica resta robusta soprattutto in Asia e Medio Oriente. In Cina e India, grandi consumatori di oro, gli acquisti hanno superato le aspettative, con un occhio anche alle festività locali. “C’è un elemento psicologico molto importante”, ha ammesso un analista londinese: “quando il prezzo corre così in fretta, molti temono di rimanere fuori dal rally”.

Inflazione e tensioni internazionali: le due spine nel fianco

Dietro la corsa dell’oro ci sono diversi motivi. Da una parte, le tensioni internazionali – in particolare i conflitti in Medio Oriente e le elezioni negli Stati Uniti – spingono chi investe verso beni considerati più sicuri. Dall’altra, la paura che l’inflazione resti alta ancora a lungo fa salire la domanda di asset concreti.

“Il mercato sta vivendo un momento di forte incertezza”, ha osservato stamattina un economista della Bocconi. “In questi casi, l’oro resta uno dei pochi punti fermi”, ha aggiunto. Un pensiero condiviso da molti operatori: quando la volatilità cresce, il metallo giallo torna protagonista.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Gli esperti però invitano a non farsi prendere troppo dall’entusiasmo. “La corsa potrebbe fermarsi all’improvviso”, avverte un analista di JP Morgan. Se dovessero arrivare segnali di distensione geopolitica o dati economici migliori del previsto, i prezzi potrebbero correggere bruscamente. Per ora, però, la tendenza è chiara: l’oro resta sotto i riflettori.

Anche l’argento continua a beneficiare dell’interesse verso i metalli preziosi. Secondo gli operatori, la domanda industriale, soprattutto nei settori dell’elettronica e del fotovoltaico, sostiene i prezzi. “Non è solo una questione di investimento”, spiega un trader romano. “L’argento serve anche per produrre componenti tecnologici sempre più richiesti”.

Oro e argento: i protagonisti della scena

In attesa dei prossimi dati economici e delle mosse delle banche centrali, gli occhi degli investitori restano puntati su oro e argento. I prezzi ai massimi storici riflettono un clima di incertezza che non accenna a diminuire. E mentre le borse oscillano tra speranze e timori, i metalli preziosi continuano a rappresentare – almeno per ora – un punto fermo nei portafogli di tutto il mondo.