Milano, 28 gennaio 2026 – Il prezzo dell’oro ha fatto un balzo oggi, superando i 5.900 dollari l’oncia sul mercato spot, con un aumento del 2,18% rispetto a ieri. Sul mercato statunitense, al Comex di New York, i contratti con scadenza aprile hanno toccato quota 5.311 dollari, segnando un +3,73%. Dietro questo movimento, secondo gli operatori, ci sono le tensioni geopolitiche e l’incertezza sulle prossime mosse delle banche centrali.
Oro ai massimi: cosa sta succedendo davvero
Gli esperti di Piazza Affari spiegano che il dato di oggi non è un caso isolato. Da settimane, il mercato dei metalli preziosi è molto mosso. “L’oro è considerato un rifugio sicuro quando il clima è teso”, ha detto questa mattina Carlo Bianchi, responsabile commodity in una banca d’investimento milanese. Il riferimento è alle tensioni in Medio Oriente e ai dubbi sulle scelte della Federal Reserve. Solo ieri il lingotto valeva intorno ai 5.770 dollari l’oncia; stamattina, poco dopo le 9, il prezzo spot ha superato i 5.900 dollari, mentre il future Comex di aprile ha toccato i 5.311 dollari.
Mercati in fibrillazione: le reazioni degli operatori
La risposta dagli operatori non si è fatta attendere. “C’è molta prudenza”, ha confessato un trader della City di Londra contattato poco dopo l’apertura delle contrattazioni europee. “Stiamo vedendo movimenti che non si vedevano da anni”. Secondo Bloomberg, il volume degli scambi su oro fisico e derivati è salito del 15% rispetto alla media mensile. Gli investitori istituzionali – fondi pensione e assicurazioni in testa – stanno puntando di più sui metalli preziosi, riducendo l’esposizione su azioni e titoli di Stato. Una tendenza che, dicono alcuni esperti, potrebbe continuare se le tensioni internazionali non si calmano.
Le cause della corsa: tra geopolitica e banche centrali
Dietro il rialzo dell’oro ci sono almeno due motivi principali. Da una parte, le preoccupazioni per il conflitto tra Israele e Hamas e le tensioni nel Mar Rosso, che hanno già inciso sui prezzi del petrolio e sulle rotte commerciali. Dall’altra, la cautela delle banche centrali: la Federal Reserve ha lasciato intendere che i tassi resteranno alti ancora per qualche mese, mentre la Banca Centrale Europea procede con prudenza sui possibili tagli. “In questo clima”, spiega Bianchi, “gli investitori cercano sicurezza nei beni reali come l’oro”.
Chi ci guadagna e chi rischia: risparmiatori e orafo italiano
L’aumento non riguarda solo i grandi investitori. Anche i piccoli risparmiatori stanno tornando a guardare con interesse al metallo giallo. Secondo Assogemme, in Italia la domanda di monete e lingotti è cresciuta del 10% nelle ultime settimane. “Riceviamo molte più richieste rispetto a sei mesi fa”, racconta Marco Rinaldi, titolare di una storica gioielleria in via Torino a Milano. “C’è chi compra per investimento e chi per tradizione di famiglia”. Sul fronte dell’industria orafo, da Arezzo a Valenza, invece, si osserva con attenzione l’andamento dei prezzi: livelli così alti rischiano di stringere i margini delle aziende che esportano.
Cosa aspettarsi: scenari e incertezze
Gli analisti restano cauti nelle previsioni. Da un lato, il quadro internazionale lascia pensare che la domanda di oro resterà forte; dall’altro, non si escludono scossoni se arrivano segnali positivi dalla geopolitica o dalle banche centrali. “Il mercato è molto sensibile alle notizie”, ammette Bianchi. Per ora, però, la corsa del metallo giallo non dà segnali di frenata: il record di oggi potrebbe essere solo una tappa di un percorso ancora tutto da scrivere.
In attesa del prossimo incontro della Fed, fissato per il 20 febbraio, tutti gli occhi sono puntati sulle borse internazionali. E sull’oro, che torna a farsi protagonista ogni volta che il mondo vacilla.
