Milano, 28 gennaio 2026 – Il mercato del risparmio gestito in Italia chiude dicembre con una raccolta netta di 8,4 miliardi di euro, portando il totale dell’anno a 37,3 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati diffusi oggi da Assogestioni nella consueta mappa mensile preliminare. Il settore mostra così una crescita costante, con un patrimonio complessivo che sfiora i 2.628 miliardi di euro. Un risultato che, secondo gli addetti ai lavori, conferma la fiducia degli investitori nonostante le incertezze che pesano sull’economia mondiale.
Fondi obbligazionari guidano la raccolta di dicembre
A dicembre, i fondi aperti hanno incassato flussi per 1,6 miliardi di euro. A spingere la raccolta sono stati soprattutto i fondi obbligazionari, che da soli hanno attirato 2,06 miliardi di euro nel mese e chiudono il 2025 con un saldo positivo di 22,7 miliardi. Diversi gestori sentiti stamattina a Piazza Affari spiegano che questo trend riflette la voglia di strumenti meno esposti alla volatilità dei mercati azionari. “Gli investitori cercano stabilità”, ha commentato un analista di una primaria SGR milanese.
Azionari e gestioni istituzionali: numeri in crescita
Anche i fondi azionari hanno registrato un andamento positivo, con una raccolta provvisoria di 1,05 miliardi a dicembre. Per Assogestioni, si tratta di un segnale di una “cauta apertura verso asset più rischiosi”, dopo mesi di forti oscillazioni sui mercati internazionali. Diversa invece la dinamica per i fondi flessibili e monetari: dai primi sono usciti 587 milioni, dai secondi 953 milioni. “Movimenti fisiologici”, li definisce un gestore romano, “legati alle prese di profitto e alla riallocazione delle risorse a fine anno”.
Sul fronte delle gestioni istituzionali, dicembre ha fatto segnare afflussi per 6,07 miliardi, mentre le gestioni retail hanno raccolto 522 milioni. Numeri che ribadiscono il ruolo centrale degli investitori istituzionali – fondi pensione, casse previdenziali, assicurazioni – nel sostenere la crescita del settore.
Patrimonio sopra i 2.600 miliardi: un traguardo importante
Il dato più significativo è senza dubbio il patrimonio complessivo gestito dalle società aderenti ad Assogestioni: a fine dicembre supera i 2.628 miliardi di euro, in crescita rispetto ai mesi precedenti. Un risultato che, secondo il presidente Carlo Trabattoni, “dimostra la capacità dell’industria italiana del risparmio gestito di muoversi in scenari difficili e sempre in evoluzione”. Trabattoni ha sottolineato come “la diversificazione dei prodotti e la solidità delle gestioni abbiano aiutato gli investitori a superare con più tranquillità le turbolenze di mercato”.
Il 2026 tra prudenza e speranza
Guardando al 2026, gli operatori restano cauti ma ottimisti. “Il quadro è ancora incerto”, ammette un responsabile investimenti di una grande banca italiana, “ma la domanda di soluzioni gestite continua a crescere, soprattutto tra chi cerca protezione dall’inflazione e vuole cogliere opportunità sui mercati globali”. Le prime stime interne alle SGR indicano che il trend positivo potrebbe proseguire nei primi mesi dell’anno, spinto da un allentamento graduale delle politiche monetarie e da una maggiore stabilità dei tassi.
Non mancano però i fattori di rischio: la volatilità sui mercati azionari, le tensioni geopolitiche e l’andamento dell’economia reale restano sotto osservazione. Ma, come ha ricordato un consulente finanziario milanese in un incontro con i clienti in via Turati, “solo una gestione attiva e diversificata permette di affrontare questa fase senza perdere di vista gli obiettivi a lungo termine”.
In breve, il risparmio gestito in Italia chiude il 2025 con risultati solidi e una base patrimoniale rafforzata. Il settore si prepara ora a confrontarsi con le sfide del nuovo anno, con strumenti aggiornati e una maggiore attenzione alle esigenze degli investitori.
