Londra, 28 gennaio 2026 – Un gruppo di ricercatori dell’University College di Londra ha scoperto come il corpo riesca naturalmente a “spegnere” le infiammazioni. Una scoperta che potrebbe aprire nuove strade per curare milioni di persone con malattie croniche come artrite, diabete e problemi al cuore. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, è stato guidato da Olivia Bracken e ha coinvolto 48 volontari sani.
Il freno naturale che calma l’infiammazione
Dalla ricerca emerge che il corpo usa alcune molecole derivate dai grassi, chiamate epossi-ossilipine, per limitare la durata dell’infiammazione. Queste sostanze funzionano come un “interruttore” che aiuta a riportare l’equilibrio nel sistema immunitario. “Abbiamo scoperto un meccanismo naturale che frena l’espansione delle cellule immunitarie dannose e accelera la risoluzione dell’infiammazione”, ha spiegato Bracken, raggiunta telefonicamente nel suo laboratorio a Londra.
Come è stato fatto lo studio
Sono stati selezionati 48 volontari tra i 20 e i 40 anni, tutti in buona salute. A ciascuno è stata iniettata nel braccio una piccola dose di batteri Escherichia coli inattivati con raggi UV, per scatenare un’infiammazione controllata e breve. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha preso un farmaco che potenzia l’azione delle epossi-ossilipine due ore prima dell’iniezione; il secondo lo ha assunto quattro ore dopo. In entrambi i gruppi, alcuni hanno ricevuto un placebo.
I risultati: meno dolore e meno infiammazione
I dati mostrano che in entrambi i casi il dolore percepito dai volontari è diminuito più rapidamente e c’è stata una significativa riduzione delle cellule immunitarie legate all’infiammazione cronica. Il farmaco però non ha cambiato molto i segni visibili, come rossore e gonfiore. “Intervenire su questo meccanismo potrebbe portare a terapie che ristabiliscono l’equilibrio del sistema immunitario senza indebolirlo”, ha aggiunto Bracken.
Nuove speranze per le malattie croniche
La scoperta delle epossi-ossilipine come regolatori naturali dell’infiammazione apre la porta a trattamenti nuovi per malattie che colpiscono milioni di persone. Patologie come artrite reumatoide, alcune forme di diabete e disturbi cardiovascolari sono spesso legate a infiammazioni persistenti, difficili da gestire con le cure attuali. Gli autori dello studio sottolineano che puntare su questo meccanismo potrebbe portare a terapie più precise e con meno effetti collaterali rispetto agli immunosoppressori che si usano oggi.
Il parere degli esperti e i prossimi passi
“È un passo avanti importante per capire come funziona la risposta immunitaria,” commenta il professor Marco De Luca, immunologo dell’Università di Milano, non coinvolto nello studio. “Ora la sfida è trasformare queste scoperte in cure concrete per i pazienti.” I ricercatori londinesi stanno già organizzando nuovi studi clinici su chi soffre di malattie infiammatorie croniche, per valutare sicurezza ed efficacia delle terapie basate sulle epossi-ossilipine.
Un equilibrio da non rompere
L’infiammazione è una delle prime difese del corpo contro infezioni e ferite. Ma quando dura troppo può diventare un problema serio. La scoperta del ruolo delle epossi-ossilipine ci dà una nuova chiave per capire come il corpo si regola da solo, evitando danni a lungo termine. Solo così – spiegano gli autori – sarà possibile pensare a farmaci che “spengono” l’infiammazione senza indebolire la capacità del sistema immunitario di proteggerci.
