Scopri il bonus di 500 euro per under 35 che avviano nuove attività!

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Giada Liguori

Gennaio 28, 2026

Roma, 28 gennaio 2026 – L’Inps ha chiarito oggi un punto importante: il contributo di 500 euro al mese destinato alle nuove imprese nei settori della transizione digitale ed ecologica, avviate tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 da giovani disoccupati under 35, vale anche per i liberi professionisti. La conferma arriva con un messaggio ufficiale dell’Istituto, dopo settimane di richieste e dubbi da parte di chi avrebbe voluto accedere al beneficio.

Bonus anche per i liberi professionisti

L’Inps spiega che il Ministero del Lavoro ha dato un’interpretazione più ampia della norma: il sostegno, pensato per incentivare l’autoimprenditorialità giovanile nei settori chiave per l’innovazione, si estende a chi apre una partita Iva come libero professionista. Un dettaglio che non era del tutto chiaro e che interessa centinaia di giovani pronti a mettersi in proprio nei settori indicati dal decreto.

Per i liberi professionisti, il punto di partenza è la data di apertura della partita Iva. “Per i professionisti – si legge nella nota – l’attività si considera avviata alla data di apertura della partita Iva, purché il codice Ateco rientri tra quelli previsti”. In pratica, non serve iscriversi al Registro delle imprese, ma è essenziale che il codice Ateco sia tra quelli indicati dal decreto.

Domande online dal 31 gennaio al 2 marzo 2026

L’Inps ha aggiornato il suo sito per permettere anche ai liberi professionisti di fare domanda per il contributo. La piattaforma sarà aperta dal 31 gennaio al 2 marzo 2026, un periodo riservato solo a questa categoria. Chi vuole accedere dovrà indicare la data di apertura della partita Iva – che deve essere compresa tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 – e caricare i documenti richiesti.

“Abbiamo adeguato il sistema per far entrare anche i professionisti”, ha detto un funzionario. “La domanda si presenta online, seguendo le istruzioni sul sito www.inps.it”. Niente carta, tutto digitale. Ma resta fondamentale il controllo sui requisiti: meno di 35 anni, disoccupati al momento dell’avvio e attività che rientra nei settori indicati.

I settori chiave e i codici Ateco da conoscere

Il contributo è rivolto alle attività strategiche per la transizione digitale ed ecologica, come definito dal decreto. Non tutti i lavori ci rientrano: bisogna che il codice Ateco della partita Iva sia tra quelli elencati nel provvedimento. “È importante controllare bene prima di inviare la domanda”, avverte l’Inps.

Tra i settori interessati ci sono, per esempio, i servizi informatici, la consulenza ambientale, la progettazione energetica e lo sviluppo di tecnologie innovative. L’elenco completo si trova sui siti del Ministero del Lavoro e dell’Inps. Chi non rientra nei codici giusti non potrà ottenere il contributo.

Le reazioni e le aspettative dei giovani professionisti

La decisione dell’Inps è stata accolta con favore dalle associazioni di categoria. “È un passo avanti importante per i giovani che scelgono la libera professione nei settori innovativi”, ha detto Marco Bianchi, presidente di una rete di consulenti digitali. “Finalmente si riconosce il lavoro autonomo come motore di crescita”.

Secondo le prime stime, saranno diverse migliaia i giovani professionisti che potranno beneficiare del contributo nei prossimi mesi. Cinquecento euro al mese sono un aiuto concreto per chi parte da zero e deve affrontare le difficoltà iniziali.

Come fare domanda e quali documenti servono

Per chiedere il contributo, i liberi professionisti devono entrare sul sito dell’Inps, autenticarsi e compilare la domanda online. Occorre indicare la data di apertura della partita Iva e allegare eventuali autocertificazioni. Se ci sono dubbi sui codici Ateco o sui requisiti, si può consultare la sezione FAQ dell’Istituto o rivolgersi ai centri di assistenza fiscale.

Il servizio sarà attivo fino al 2 marzo 2026. Dopo quella data non si potranno più inviare domande. L’Inps precisa che le richieste saranno valutate nell’ordine in cui arriveranno e fino a esaurimento dei fondi messi a disposizione dal decreto.

Un’occasione che molti giovani aspettavano. E che, almeno per ora, punta a sostenere l’occupazione giovanile e lo sviluppo dei settori fondamentali per il futuro del Paese.