New York, 28 gennaio 2026 – Il dollaro continua a tenere banco sui mercati internazionali, dopo le parole di Donald Trump. Ieri, durante un incontro con la stampa a Manhattan, l’ex presidente ha cercato di ridimensionare il recente calo della valuta americana. “Sta andando alla grande. Non penso sia calato molto. Sta solo cercando il suo livello”, ha detto, come riportato dall’agenzia Bloomberg. Il tutto mentre il biglietto verde tocca i minimi degli ultimi quattro anni e l’euro supera quota 1,20 dollari, un livello che mancava dal 2021.
Trump: “Il dollaro non è in crisi”
Seduto davanti ai giornalisti, Trump ha risposto con il suo tono diretto. “Non sono preoccupato”, ha detto parlando delle oscillazioni del dollaro. Secondo lui, la moneta americana sta solo “cercando il suo equilibrio”, senza segnali di problemi strutturali. Queste parole hanno subito acceso il dibattito tra analisti e operatori, soprattutto dopo il balzo deciso dell’euro.
Euro ai massimi dal 2021, la reazione dei mercati
Non si sono fatti attendere i movimenti sui mercati. Ieri pomeriggio, la moneta unica europea ha toccato quota 1,20 dollari, un picco che mancava da quasi cinque anni. Il rialzo è stato veloce: secondo Bloomberg, il rally è partito proprio dopo le dichiarazioni di Trump. “Le sue parole sono state lette come un via libera a un dollaro più debole”, ha spiegato un trader della Borsa di New York, che ha preferito restare anonimo.
Cina e Giappone nel mirino: le accuse di Trump
Durante l’incontro, Trump ha puntato il dito anche contro Cina e Giappone, accusandoli di voler svalutare da sempre le loro valute. Un refrain già noto ai tempi della sua presidenza, quando le tensioni commerciali con Pechino e Tokyo erano all’ordine del giorno. “Non è una novità – commenta un analista di Morgan Stanley – ma ogni volta che Trump riprende questi temi, i mercati valutari reagiscono”. A Washington, fonti diplomatiche riferiscono che le parole dell’ex presidente sono state accolte con prudenza, sia dal Tesoro americano che dalle ambasciate asiatiche.
Perché il dollaro sta perdendo terreno
Il calo del dollaro non è solo una questione politica. Gli esperti indicano una serie di cause: le aspettative su possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, dati economici contrastanti e una crescente fiducia degli investitori nell’area euro. “Il mercato scommette su una Fed meno aggressiva nei prossimi mesi”, ha spiegato ieri John Taylor, economista della Columbia University. “Questo rende il dollaro meno interessante rispetto ad altre valute”.
Cosa significa per i mercati e cosa ci aspetta
La debolezza del dollaro ha effetti immediati. Da una parte, rende le esportazioni americane più competitive; dall’altra, fa salire il costo delle importazioni. Per l’Europa, invece, un euro forte può essere un freno per le aziende che puntano all’export. “Siamo in una fase di cambiamento”, ha ammesso un funzionario della Banca Centrale Europea, contattato da alanews.it. “Molto dipenderà dalle prossime mosse delle banche centrali e dai dati economici che arriveranno”.
Mercati in attesa, operatori cauti
Nei principali uffici delle banche d’investimento a Wall Street si respira prudenza. “Non ci aspettiamo scossoni improvvisi”, ha confidato un gestore di fondi ieri alle 18:30, ora locale. Eppure, l’attenzione resta alta sulle parole dei leader politici e sulle decisioni delle autorità monetarie. Solo allora si capirà se il movimento di euro e dollaro è un fenomeno passeggero o l’inizio di una nuova fase.
In questo quadro in continua evoluzione, la partita tra le valute resta aperta. E le parole di Trump – tra rassicurazioni e accuse – continuano a muovere umori e strategie sui mercati globali.
