Milano, 28 gennaio 2026 – Raffaello Napoleone, presidente di IT-EX, ha fatto il punto oggi, al termine di un incontro nella sede dell’associazione in via Monte Rosa a Milano, sulle trattative ancora aperte tra l’Unione Europea e il blocco sudamericano del Mercosur. Napoleone ha messo in chiaro che il negoziato è tutt’altro che chiuso, con diversi nodi da sciogliere. Ma ha anche sottolineato le opportunità che un accordo potrebbe portare, soprattutto per il settore fieristico e l’export italiano.
Mercosur, trattative in bilico: cosa può succedere per l’Italia
“Speriamo davvero che si trovino soluzioni ai problemi che ci sono adesso”, ha detto Napoleone, parlando dei negoziati tra Bruxelles e i Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Un accordo atteso da anni, rimandato più volte, che è tornato a far parlare di sé con la ripresa dei colloqui nelle ultime settimane. Fonti europee dicono che restano da definire questioni cruciali, soprattutto sulla tutela dell’agricoltura europea e sugli standard ambientali che l’UE vuole imporre.
Il presidente di IT-EX ha riconosciuto le preoccupazioni di molti settori italiani, in particolare del mondo agricolo. “Bisogna guardare bene l’impatto su chi lavora nei campi in Italia”, ha ammesso. Le associazioni come Coldiretti e Confagricoltura chiedono da tempo garanzie contro la concorrenza di prodotti sudamericani a basso costo e con standard diversi da quelli europei.
Nuovi mercati in vista, ma la concorrenza si fa sentire
Nonostante tutto, Napoleone vede nell’accordo con il Mercosur una grande occasione per molte aziende italiane. “Un’intesa aprirebbe le porte a mercati con centinaia di milioni di potenziali clienti”, ha spiegato. Il blocco sudamericano conta oltre 260 milioni di abitanti ed è una delle zone con più margini di crescita per l’export europeo. Il settore delle fiere internazionali – che IT-EX rappresenta – segue con attenzione, sperando in nuove occasioni di scambio e collaborazione.
Napoleone ha anche ricordato che il mondo sta cambiando velocemente. “Gli Stati Uniti stanno attraversando un periodo difficile”, ha aggiunto, riferendosi alle tensioni commerciali tra Washington e Pechino e ai dubbi sulle prossime elezioni presidenziali americane. Secondo l’ultimo rapporto ICE, nel 2025 l’export italiano verso gli Usa è cresciuto poco (+2,1%) rispetto agli anni scorsi, mentre i mercati sudamericani mostrano segnali di ripresa.
Le fiere italiane: tra chance e rischi concreti
Il settore fieristico italiano – che nel 2025 ha mosso un indotto di oltre 23 miliardi di euro, secondo i dati AEFI – segue da vicino l’evoluzione dei negoziati. “Le fiere sono uno strumento chiave per far conoscere il made in Italy nel mondo”, ha ricordato Napoleone. Eventi come il Salone del Mobile di Milano o Vinitaly a Verona attirano ogni anno migliaia di operatori stranieri, molti proprio dall’America Latina e dall’Asia.
Ma non mancano i dubbi, soprattutto sulla competizione nel settore agricolo e alimentare. “Serve equilibrio: bisogna difendere le nostre eccellenze senza però chiudersi ai nuovi mercati”, ha detto un funzionario del Ministero delle Politiche Agricole presente all’incontro. Nei giorni scorsi la Commissione europea ha ribadito che nessun accordo sarà firmato senza tutele adeguate per i produttori europei.
Cosa succederà adesso?
Da Bruxelles arrivano segnali che le trattative tra UE e Mercosur potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane. L’Italia segue con attenzione la partita: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che “l’interesse nazionale viene prima di tutto”, ma ha anche sottolineato l’importanza di rafforzare i legami con l’America Latina.
Napoleone si mostra fiducioso: “L’Italia deve saper cogliere le occasioni senza dimenticare di proteggere i settori chiave”. Una posizione condivisa da molti nel mondo delle imprese, che ora aspettano sviluppi concreti dai negoziati. Nel frattempo, le aziende italiane restano in attesa: pronte a investire nei mercati del Mercosur, ma consapevoli che la partita è ancora aperta.
