Roma, 29 gennaio 2026 – Nelle ultime settimane, diversi cittadini sono caduti vittima di finti prestiti a nome della Banca d’Italia offerti su Facebook e Telegram. A lanciare l’allarme è stata la stessa Banca d’Italia, che ha spiegato come questi raggiri si appoggino a profili social e siti web fasulli. Qui si promettono finanziamenti che in realtà non esistono, chiedendo però anticipi su conti esteri. L’istituto ha già chiesto di oscurare i profili e i siti coinvolti, sottolineando che non offre prestiti o servizi di gestione soldi ai privati.
La truffa in azione: social, bonifici e documenti falsi
La Banca d’Italia racconta che tutto comincia con post pubblicitari su Facebook che promettono prestiti veloci e condizioni vantaggiose. Chi risponde viene contattato da falsi agenti, che si spacciano per intermediari ufficiali dell’istituto. “Dicono di lavorare per conto della Banca d’Italia”, si legge nella nota, “e presentano un contratto di finanziamento su carta intestata falsa”. A questo punto, chiedono l’Iban della vittima e un primo versamento di 50 euro con bonifico immediato su un conto estero, giustificandolo come “spese di lavorazione”.
Dopo il pagamento, la vittima riceve un contratto contraffatto, con firme false di presunti dirigenti della Banca d’Italia. Spesso arrivano anche altri documenti – circolari, screenshot di pratiche, licenze finte – per far sembrare tutto più credibile. “Sembrava tutto regolare”, racconta un romano che ha denunciato, “ma dopo poche ore hanno iniziato a chiedere altri soldi”.
Telegram e richieste continue: la trappola si chiude
Le chat si spostano quasi sempre su Telegram, dove i truffatori mantengono un tono calmo e professionale. Dopo il primo bonifico, chiedono di aprire un conto all’estero e di versare altri 150 euro. Questa somma, spiegano, servirebbe a “regolare le operazioni legate al prestito”. In realtà, una volta incassati i soldi, trovano sempre nuovi pretesti per chiedere altri pagamenti: spese notarili, assicurazioni obbligatorie, tasse varie.
“Se la vittima fa entrambi i versamenti”, precisa la Banca d’Italia, “i truffatori non si fermano e continuano a chiedere soldi per i motivi più diversi”. Molte persone, confuse dai documenti falsi e sotto pressione, finiscono per perdere centinaia di euro prima di capire di essere state ingannate.
La Banca d’Italia: nessun prestito ai privati, attenzione alle truffe
La Banca d’Italia ha ribadito con forza che non offre “servizi di investimento, prestito o gestione di denaro ai privati”. Invita tutti a consultare solo il sito ufficiale (www.bancaditalia.it) per qualsiasi dubbio o informazione. “Non esistono agenti autorizzati a nome nostro”, ha spiegato un portavoce. “Chi riceve proposte simili deve segnalarle subito alle autorità”.
Nel frattempo, sono già partite le richieste per oscurare i canali e i siti coinvolti. La Polizia Postale sta raccogliendo denunce e tiene d’occhio le piattaforme. Secondo fonti investigative, decine di persone in tutta Italia sono state truffate solo nell’ultimo mese.
Come difendersi: i consigli degli esperti
Gli esperti raccomandano di stare sempre all’erta: diffidare di chi chiede soldi in anticipo per prestiti o servizi finanziari. In caso di dubbi, meglio rivolgersi direttamente alle banche o consultare i siti ufficiali. “Mai fidarsi di offerte troppo allettanti”, avverte la Polizia Postale. “E mai inviare documenti personali o dati bancari a sconosciuti su social o chat”.
Le truffe online legate ai prestiti fasulli continuano a crescere. Solo nel 2025, secondo la Polizia Postale, sono stati segnalati oltre 3.000 casi in tutta Italia. Un campanello d’allarme che invita a tenere alta la guardia e a informarsi sempre da fonti ufficiali prima di fare qualsiasi operazione finanziaria online.
