Milano, 29 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno iniziato la giornata in modo contrastante. Dopo la riunione della Federal Reserve e le parole del presidente Jerome Powell, gli occhi sono puntati sui bilanci del 2025 e sulle prospettive per il nuovo anno. Sullo sfondo, le tensioni geopolitiche, soprattutto tra Stati Uniti e Iran, continuano a condizionare l’umore degli investitori.
Borse europee: apertura in chiaroscuro dopo la Fed
Alle 9.15, i principali mercati europei mostrano segnali diversi. Parigi guadagna lo 0,76%, mentre Londra si muove in rialzo dello 0,26%. Al contrario, Francoforte parte in calo dello 0,51%. A Milano, il Ftse Mib resta vicino alla parità, con scambi contenuti e volumi più bassi del solito.
Gli esperti di una banca d’investimento milanese spiegano: “Il mercato sta ancora assorbendo le parole di Powell. La Fed ha lasciato i tassi fermi, ma il messaggio è più prudente rispetto a quando potranno arrivare eventuali tagli”. Un trader di una sala trading a Porta Nuova aggiunge: “Tutti aspettano i risultati trimestrali delle grandi tech americane e le indicazioni delle aziende europee. Solo allora si capirà davvero la direzione”.
Geopolitica e bilanci: i due fronti che tengono banco
Le tensioni tra Washington e Teheran restano un’incognita. Nella notte, fonti diplomatiche hanno riportato nuovi scambi di accuse dopo un attacco a una base militare Usa in Medio Oriente. Gli investitori temono ripercussioni sul prezzo del petrolio e sulla stabilità dei mercati globali. “Ogni escalation si riflette subito sul prezzo del petrolio”, sottolinea un analista energetico di Londra.
Sul fronte delle aziende, l’attenzione è tutta sui bilanci 2025: molte società europee li pubblicheranno nelle prossime settimane. Gli investitori guardano soprattutto alle previsioni per il 2026, in un quadro segnato da un’economia che rallenta e da un’inflazione ancora sopra gli obiettivi delle banche centrali.
Mercati cauti, ma con segnali contrastanti
L’atmosfera resta prudente. A Parigi, il settore del lusso ha dato una spinta al listino grazie ai dati positivi di LVMH diffusi ieri. A Londra, invece, vanno bene i titoli legati alle materie prime, con i minerari in ripresa. Francoforte paga invece qualche presa di profitto sui titoli industriali e la debolezza del settore auto.
Un gestore di fondi di Francoforte confida: “Gli investitori sono cauti. Si aspettano che la Bce mantenga la politica restrittiva almeno fino all’estate”. Secondo le previsioni raccolte da Bloomberg, la crescita nell’Eurozona nel primo semestre 2026 sarà modesta.
Tassi e inflazione, i fari dei mercati
Le parole di Jerome Powell hanno chiarito che la Fed non ha fretta di tagliare i tassi. “Non ci sono segnali chiari che l’inflazione stia tornando stabilmente al 2%”, ha detto ieri a Washington. Un messaggio che trova riscontro anche in Europa: Christine Lagarde, presidente della Bce, ha ribadito che “la strada verso la stabilità dei prezzi è ancora lunga”.
Gli operatori aspettano con attenzione i prossimi dati: nei giorni a venire sono attesi l’inflazione preliminare di gennaio nell’Eurozona e il report sull’occupazione negli Stati Uniti.
Mercati tranquilli ma occhi ben aperti
In breve, la giornata si è aperta con una volatilità contenuta, ma sul tavolo restano molte incognite. Tra sale trading e desk di analisi, gli investitori seguono da vicino sia le tensioni geopolitiche sia le indicazioni che arriveranno dai bilanci. “Il mercato è in attesa”, ammette un trader milanese poco dopo le 10. “Serve chiarezza sui tassi e sulle prospettive economiche per far ripartire i volumi”.
Intanto, le Borse europee restano divise, specchio di una cautela diffusa di fronte a uno scenario ancora incerto e pieno di rischi.
