Crans-Montana, 29 gennaio 2026 – Si allarga il cerchio degli indagati per la strage di Capodanno al locale “Le Constellation” di Crans-Montana. Stavolta nel mirino finisce l’ex responsabile della sicurezza del Comune, figura chiave per i controlli anti-incendio che, secondo la procura di Sion, sarebbero mancati proprio nei mesi prima del dramma. La notizia, diffusa questa mattina dalla tv svizzera Rts, arriva mentre l’inchiesta sull’incendio che ha causato cinque morti e decine di feriti nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio continua a sollevare dubbi e tensioni tra le istituzioni.
Controlli anti-incendio: chi è il vero responsabile?
Dalle prime ricostruzioni emerge che l’ex responsabile della sicurezza – di cui non è stata resa nota l’identità – aveva il compito di controllare le ispezioni e le verifiche previste dalla legge svizzera nei locali pubblici, incluso proprio il “Le Constellation”, proprietà della famiglia Moretti. La legge cantonale impone controlli periodici sulle misure anti-incendio e sulle uscite di sicurezza. Eppure, come ha ammesso lo stesso sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, in un’intervista della scorsa settimana, “ci sono state mancanze nei controlli da parte del Comune”. Féraud ha aggiunto: “Se dovessi essere chiamato a rispondere, sono pronto ad assumermi le mie responsabilità”.
L’inchiesta accelera: spunta un nuovo indagato
Fino a oggi, nessun funzionario del Comune era finito sotto indagine. L’attenzione della procura si era concentrata sui proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo. Ma nelle ultime ore è arrivata una svolta: la procura di Sion ha notificato l’avviso di garanzia all’ex dirigente comunale, che sarà sentito il 9 febbraio. Secondo fonti vicine all’inchiesta, la decisione è arrivata dopo aver raccolto nuovi documenti interni e sentito alcuni dipendenti comunali nelle settimane scorse.
Crans-Montana sotto choc: la comunità cerca risposte
La comunità di Crans-Montana, località turistica nel Canton Vallese, segue con attenzione ogni sviluppo dell’indagine. Nei giorni dopo la tragedia, diversi abitanti avevano denunciato presunte falle nei sistemi di sicurezza del “Le Constellation”, lamentando una “mancanza di controlli visibili”, soprattutto durante eventi importanti. “Non abbiamo mai visto nessuna ispezione negli ultimi anni”, racconta un commerciante locale che preferisce restare anonimo. Il Comune, inizialmente, aveva difeso il lavoro dei propri uffici, ma poi, con le parole del sindaco, ha ammesso che qualcosa è andato storto.
L’indagine e i nodi ancora da sciogliere
L’inchiesta della procura di Sion è partita poche ore dopo l’incendio che ha devastato il locale la notte di Capodanno. All’inizio si pensava a un corto circuito nell’impianto audio come causa scatenante. Ma già nei primi giorni di gennaio sono emersi dubbi sulle vie di fuga e sulla presenza, o meno, di dispositivi anti-incendio a norma. Il coinvolgimento dell’ex responsabile della sicurezza comunale segna un punto cruciale: per la prima volta si ipotizza una corresponsabilità delle istituzioni nella catena di eventi che ha portato alla tragedia.
In attesa dell’interrogatorio: la tensione resta alta
L’interrogatorio dell’ex dirigente comunale è fissato per il 9 febbraio negli uffici della procura di Sion. Nel frattempo, i familiari delle vittime chiedono chiarezza e giustizia. “Vogliamo sapere perché nessuno ha controllato”, ha detto ieri sera la madre di una delle giovani morte. Il clima in paese resta carico di tensione: tutti aspettano risposte precise sulle responsabilità e sulle possibili omissioni da parte delle autorità locali. Solo allora, forse, si potrà capire davvero cosa è successo quella notte al “Le Constellation”.
