Crescita del 10,45%: nel 2025 richieste per 560 milioni di ore di Cig all’Inps

Crescita del 10,45%: nel 2025 richieste per 560 milioni di ore di Cig all'Inps

Crescita del 10,45%: nel 2025 richieste per 560 milioni di ore di Cig all'Inps

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Milano, 29 gennaio 2026 – Nel 2025, le aziende italiane hanno chiesto all’Inps quasi 560 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 10,45% rispetto all’anno prima. È quanto emerge dal report diffuso oggi dall’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione, che disegna un quadro ancora complicato per il mercato del lavoro, con andamenti diversi a seconda del tipo di ammortizzatore sociale.

Cassa integrazione straordinaria: boom di richieste

A spingere verso l’alto il totale è stata soprattutto la cassa integrazione straordinaria. Nel 2025 le ore richieste sono state oltre 261 milioni, con un balzo del 58,18% rispetto al 2024. Una crescita che, secondo fonti sindacali sentite da alanews.it, riflette “le difficoltà di settori in ristrutturazione e la gestione di crisi aziendali complesse”. Lombardia e Piemonte sono le regioni più colpite, dove alcune grandi aziende hanno avviato riorganizzazioni tra primavera e autunno.

Cassa ordinaria e deroga: il segno meno

Diversa la strada per la cassa integrazione ordinaria, che nel 2025 ha registrato una diminuzione delle ore richieste, scendendo a 284 milioni, pari a un calo del 13,27%. “È un segnale di una certa stabilizzazione in alcuni settori industriali”, spiega un funzionario Inps di Milano, ma avverte: “Il quadro resta comunque fragile”. Ancora più forte il calo della cassa in deroga, che si è ridotta a meno di mezzo milione di ore (-79,88%). Un segno, secondo gli esperti, del progressivo superamento della fase emergenziale post-pandemia e del ritorno agli strumenti ordinari di tutela.

Fondi di solidarietà, richieste in crescita

Nel 2025 sono aumentate anche le ore autorizzate per i fondi di solidarietà, pensati per i settori non coperti dalla cassa integrazione tradizionale. Si è arrivati a oltre 13 milioni di ore, con un +16,66%. “Questi fondi stanno diventando sempre più importanti per gestire le crisi nel terziario e nei servizi”, commenta un rappresentante della Uil, che cita in particolare la logistica e le cooperative sociali.

Dicembre: la cassa rallenta, i fondi crescono

A dicembre 2025, le richieste di cassa integrazione sono calate a 35 milioni di ore, segnando un -13,51% rispetto a novembre. Un primo segnale, secondo gli esperti Inps, di una possibile ripresa in alcuni settori produttivi. Al contrario, le ore richieste per i fondi di solidarietà sono salite del 12,76%, toccando quota 909.780. “La stagionalità e alcune chiusure temporanee hanno influenzato questi numeri”, spiega un consulente del lavoro di Torino.

Le reazioni: “Situazione ancora incerta”

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha commentato che “l’aumento della cassa straordinaria è un campanello d’allarme sulle difficoltà strutturali di alcune filiere”. Anche i sindacati concordano: “Nonostante il calo della cassa ordinaria – dice Pierpaolo Bombardieri della Uil – il ricorso massiccio agli ammortizzatori straordinari mostra che molte aziende sono ancora in crisi”. Le associazioni datoriali, invece, invitano alla prudenza: “Serve monitorare costantemente – avverte Maurizio Stirpe di Confindustria – per evitare che le tensioni si traducano in perdite definitive di posti di lavoro”.

2026: incognite sul futuro del lavoro

Gli analisti restano cauti sulle prospettive per il 2026. Uno studio della Fondazione Adapt avverte: “Il nuovo anno parte con molte incognite: inflazione, caro energia e tensioni geopolitiche potrebbero ancora pesare sull’occupazione”. Solo nei prossimi mesi si capirà se il calo di dicembre è un’inversione di tendenza o una pausa in un quadro ancora fragile.

Nel frattempo, negli uffici Inps di via Ciro il Grande a Roma e nelle sedi periferiche, si respira un clima di attesa. Gli operatori continuano a ricevere richieste e domande dalle aziende. “Ogni settimana arrivano nuovi casi”, racconta una funzionaria allo sportello di Napoli. “Segno che la normalità è ancora lontana”.