Crescita delle domande di disoccupazione: a novembre si registrano 268.179 richieste all’Inps

Crescita delle domande di disoccupazione: a novembre si registrano 268.179 richieste all'Inps

Crescita delle domande di disoccupazione: a novembre si registrano 268.179 richieste all'Inps

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Roma, 29 gennaio 2026 – A novembre 2025 l’Inps ha raccolto 268.179 domande di disoccupazione tra Naspi e Discoll, con un aumento dell’1,3% rispetto allo stesso mese dell’anno prima. È quanto emerge dall’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione, diffuso questa mattina, che fa il punto sulle richieste di sussidio in Italia. Nei primi undici mesi del 2025, invece, le domande totali sono state 2.154.810, leggermente in calo rispetto alle circa 2.170.000 dello stesso periodo del 2024.

Domande di disoccupazione a novembre: un piccolo aumento

L’Inps segnala una ripresa delle richieste di sussidio per la disoccupazione a novembre. Le 268.179 domande rappresentano un +1,3% rispetto allo scorso anno. Un dato modesto, ma che interrompe la discesa vista nei mesi prima. “È una variazione normale, legata anche alla stagionalità di alcuni settori”, spiegano dall’Istituto.

La maggior parte delle richieste riguarda la Naspi, l’assicurazione per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente. Meno numerose sono invece le domande per la Discoll, destinata ai collaboratori coordinati e continuativi. Il report non entra nel dettaglio delle singole regioni, ma le prime analisi indicano che il Sud e le isole restano le aree più colpite.

Bilancio degli undici mesi: una leggera flessione

Nel periodo da gennaio a novembre 2025, l’Inps ha ricevuto 2.154.810 domande di disoccupazione, con un calo dello 0,7% rispetto allo stesso arco del 2024. Una diminuzione contenuta, che secondo gli esperti riflette sia una maggiore stabilità del lavoro in alcuni settori sia l’effetto delle misure di sostegno varate dal governo negli ultimi mesi.

“Il mercato del lavoro italiano tiene, nonostante le incertezze a livello internazionale”, commenta un funzionario dell’Inps. Ma avverte: il calo va seguito con attenzione nei prossimi mesi. Il dato, infatti, deve essere interpretato anche alla luce della stagionalità e dei cambiamenti in corso nel tessuto produttivo del Paese.

Dietro l’aumento di novembre: stagionalità e riforme

L’aumento delle domande a novembre ha diverse cause. Da un lato, la fine dei contratti stagionali in turismo e agricoltura ha spinto molti a chiedere la Naspi. Dall’altro, alcune aziende hanno avviato riorganizzazioni, soprattutto tra i lavoratori a tempo determinato.

Non va poi dimenticato l’impatto delle recenti riforme sugli ammortizzatori sociali. Le nuove regole più rigide per accedere ad alcune misure hanno spinto molti lavoratori a presentare domanda prima che scattassero i nuovi requisiti. “Abbiamo visto un picco nelle settimane subito prima dell’entrata in vigore delle norme”, racconta un operatore del patronato Cisl di Roma.

Le reazioni: sindacati allerta, governo cauto

I sindacati seguono da vicino i dati sulla disoccupazione. “L’aumento delle domande a novembre è un campanello d’allarme da non sottovalutare”, ha detto ieri pomeriggio Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl. Per lui serve potenziare le politiche attive per il lavoro e investire nella formazione.

Il Ministero del Lavoro invita invece a non drammatizzare. “Il lieve calo su base annua conferma che le misure adottate stanno dando risultati positivi”, spiega una fonte vicina al ministro Marina Calderone. Ma il governo resta vigile: “Seguiamo la situazione e interverremo se serve”.

Cosa aspettarsi nel 2026: in attesa dei nuovi dati

Con il 2025 ormai alle spalle, l’attenzione si sposta sulle prospettive per il 2026. Gli esperti prevedono che le richieste di sussidio per la disoccupazione rimarranno stabili, a meno di imprevisti legati all’economia globale o a nuove crisi di settore.

L’Inps pubblicherà i dati definitivi a febbraio, quando si potrà fare un bilancio più preciso dell’impatto delle riforme e delle tendenze del mercato del lavoro. Nel frattempo, resta alta la domanda di strumenti efficaci per sostenere chi perde il lavoro e aiutarlo a trovare nuove opportunità.