Gas in ripresa: +3% e raggiunge i 40 euro al Megawattora

Gas in ripresa: +3% e raggiunge i 40 euro al Megawattora

Gas in ripresa: +3% e raggiunge i 40 euro al Megawattora

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Milano, 29 gennaio 2026 – Oggi il prezzo del gas ha preso una netta salita sulla piazza di Amsterdam, il punto di riferimento per le quotazioni energetiche in Europa. Nel pomeriggio, il future sul metano con consegna a febbraio ha chiuso in rialzo del 3,2%, toccando i 40,1 euro al Megawattora. Dietro a questo movimento, secondo gli addetti ai lavori, ci sono sia le tensioni geopolitiche delle ultime settimane sia le previsioni meteo per i prossimi giorni.

Mercato di Amsterdam in fermento: i numeri del giorno

La giornata di contrattazioni è stata piuttosto movimentata. Fin dalle prime ore del mattino, il TTF (Title Transfer Facility) ha mostrato segni di nervosismo. Alle 9.30 il prezzo si aggirava intorno ai 39 euro al Megawattora, ma già verso le 11 è arrivata una prima spinta verso l’alto. Nel primo pomeriggio è stata superata quota 40 euro, poi il prezzo si è stabilizzato fino alla chiusura. “Il mercato sta reagendo sia alle tensioni internazionali sia alle previsioni di un freddo intenso”, racconta un trader della City, che ha preferito restare anonimo.

Freddo e tensioni geopolitiche spingono i prezzi

Gli esperti spiegano che il rialzo di oggi nasce da due fattori principali. Da una parte, le previsioni meteo indicano un calo delle temperature in Europa centrale e settentrionale nei prossimi giorni. “Se il freddo sarà più severo del previsto, la domanda di gas naturale potrebbe crescere rapidamente”, sottolinea Marco Bianchi, analista di Nomisma Energia. Dall’altra, pesano le tensioni tra Russia e Ucraina, che continuano a influenzare la percezione del rischio sulle forniture. Solo ieri, alcune agenzie internazionali hanno segnalato movimenti sospetti lungo i principali gasdotti dell’Est.

Cosa significa per famiglie e imprese italiane

Per ora, l’aumento all’ingrosso non si è ancora tradotto in aumenti immediati sulle bollette di famiglie e imprese italiane. Ma gli operatori avvertono: se la tendenza dovesse continuare nei prossimi giorni, gli effetti potrebbero farsi sentire già a febbraio e marzo. “Siamo in una fase delicata: basta poco perché i prezzi oscillino anche in modo marcato”, spiega un portavoce di Arera, l’Autorità per energia reti e ambiente. Particolare attenzione la riservano le aziende energivore, come quelle della chimica e della siderurgia, che seguono da vicino l’andamento delle quotazioni.

Il confronto con l’autunno scorso

Rispetto ai livelli dell’autunno scorso, il prezzo del gas resta comunque sotto i picchi di ottobre e novembre 2025, quando il future aveva superato i 50 euro al Megawattora. Ma il rialzo delle ultime settimane preoccupa gli osservatori. “Dopo un periodo di relativa calma a dicembre, ora tornano segnali di tensione”, ammette Bianchi. I dati di Ref Ricerche mostrano che a gennaio il prezzo medio mensile si è fermato intorno ai 38 euro, ma la direzione sembra chiara: si va verso nuovi aumenti.

Lo sguardo al futuro: cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Gli operatori guardano alle prossime settimane con prudenza. Molto dipenderà dal clima e dalla situazione internazionale. Resta alta la guardia sugli stoccaggi europei: secondo Gas Infrastructure Europe, al 28 gennaio i depositi sono pieni al 72%, una cifra considerata “sufficiente ma non tranquillizzante” dagli esperti. “Se arrivassero ondate di freddo prolungate o interruzioni nelle forniture dall’Est, i prezzi potrebbero salire ancora”, confida un trader milanese.

Le reazioni dal mondo dell’energia

Nel tardo pomeriggio alcune associazioni di categoria hanno chiesto al governo di tenere d’occhio la situazione. “Serve un coordinamento europeo per evitare speculazioni e garantire la sicurezza delle forniture”, ha detto Davide Tabarelli di Nomisma Energia. Anche Confindustria Energia ha manifestato preoccupazione per la volatilità dei prezzi: “Le imprese hanno bisogno di certezze sui costi dell’energia”, si legge in una nota diffusa alle 18.

La giornata si chiude così, con un messaggio chiaro dai mercati: il prezzo del gas torna a salire e l’inverno europeo è tutt’altro che finito. Tutti gli occhi restano puntati su Amsterdam e sulle prossime mosse degli operatori internazionali.