Roma, 29 gennaio 2026 – Il governo tedesco ha tagliato le previsioni di crescita del Pil per il 2026, fissandole all’1% contro l’1,3% stimato lo scorso autunno. La notizia è arrivata questa mattina a Berlino dalla ministra dell’Economia Katherina Reiche, in un momento in cui le aspettative sugli effetti delle misure economiche e finanziarie prese nei mesi scorsi si sono rivelate più caute del previsto. Per il 2027, la crescita stimata scende all’1,3%, leggermente sotto l’1,4% previsto prima.
Pil rallenta, la Germania corregge il tiro
La revisione delle prospettive economiche è stata presentata durante la conferenza sul rapporto annuale dell’economia tedesca. Reiche, davanti ai giornalisti nella sala stampa del ministero, ha spiegato: “Abbiamo rivisto al ribasso perché gli effetti delle misure economiche e finanziarie non si sono visti così in fretta e nella misura che ci aspettavamo”. Un messaggio chiaro sulla situazione: la ripresa c’è, ma va più lenta di quanto si pensasse a fine 2025.
Secondo gli esperti del ministero, la crescita dell’economia tedesca resta comunque positiva. I dati degli ultimi mesi mostrano segnali di ripresa, ma la spinta degli investimenti pubblici e privati – su cui Berlino aveva puntato per rilanciare industria e consumi – è risultata meno forte del previsto. “Ora i dati indicano una ripresa netta”, ha aggiunto Reiche, lasciando capire che il peggio potrebbe essere passato.
Cosa ha frenato la crescita: investimenti e consumi sotto osservazione
Dietro il taglio delle previsioni di crescita ci sono diversi motivi. Prima di tutto, gli investimenti privati che, secondo gli analisti, non hanno ancora raggiunto i livelli sperati dal governo. Le imprese tedesche, soprattutto nel manifatturiero e nell’automotive, hanno rallentato i piani di espansione per via dell’incertezza sui mercati internazionali e dei costi energetici ancora alti.
Anche i consumi interni hanno mostrato segnali di debolezza nei primi mesi dell’anno. Secondo l’Ufficio federale di statistica, la spesa delle famiglie è cresciuta meno del previsto, frenata da un’inflazione che, pur in calo rispetto al 2025, continua a erodere il potere d’acquisto. “Stiamo seguendo da vicino l’andamento dei prezzi e l’effetto sulle famiglie”, ha detto una fonte del ministero, sottolineando che il governo è pronto a intervenire con nuove misure se servirà.
Il 2027 con prudenza, ma qualche segnale positivo
Per il 2027 il governo resta prudente. La crescita prevista all’1,3% è più bassa di prima, ma tiene conto anche di segnali incoraggianti legati alla stabilizzazione dei mercati energetici e al ritorno graduale degli investimenti esteri. “Contiamo che le riforme partite nel 2025 diano risultati più visibili nei prossimi mesi”, ha detto un funzionario vicino al dossier.
Il rapporto annuale mette in evidenza l’importanza della transizione verde e digitale per dare nuova forza alla Germania. Il governo punta su incentivi all’innovazione e sulla formazione per sostenere la crescita nel medio periodo. Restano però molte incognite legate alla situazione internazionale – dalla guerra commerciale Usa-Cina alle tensioni sui mercati delle materie prime – che potrebbero pesare sull’economia tedesca.
Reazioni e scenari: il confronto politico si scalda
Le nuove stime sul Pil hanno subito acceso il dibattito politico a Berlino. L’opposizione ha attaccato la gestione delle politiche economiche, accusando il governo di non aver capito le difficoltà strutturali del sistema produttivo. “Serve un piano più deciso per far ripartire la crescita”, ha detto il portavoce economico della CDU, Michael Krüger.
La ministra Reiche ha ribadito la volontà dell’esecutivo di “continuare con le riforme”, puntando su investimenti mirati e sostegno alle imprese. Solo nei prossimi mesi si capirà se la ripresa riuscirà a consolidarsi o se serviranno nuovi interventi per sostenere l’economia tedesca in questa fase ancora incerta.
