Il Cremlino esorta gli Stati Uniti a una maggiore moderazione nei confronti dell’Iran

Il Cremlino esorta gli Stati Uniti a una maggiore moderazione nei confronti dell'Iran

Il Cremlino esorta gli Stati Uniti a una maggiore moderazione nei confronti dell'Iran

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Mosca, 29 gennaio 2026 – Il Cremlino ha lanciato oggi un appello diretto agli Stati Uniti: serve moderazione nelle valutazioni su un possibile intervento in Iran. Mosca insiste che la strada della diplomazia è ancora aperta. La dichiarazione è arrivata in mattinata, durante il consueto briefing del portavoce presidenziale Dmitry Peskov al numero 14 di Ulitsa Ilyinka, nel cuore di Mosca.

Cremlino avverte: “Interventi Usa potrebbero scatenare il caos”

“Non abbiamo ancora esaurito le possibilità di una soluzione diplomatica”, ha detto Peskov, citato dall’agenzia Tass, mentre fuori il freddo pungente costringeva i giornalisti a stringersi nelle giacche. Il portavoce ha avvertito che un’azione militare degli Stati Uniti potrebbe far esplodere il caos in una regione già segnata da tensioni profonde. “Chiediamo calma e prudenza”, ha aggiunto, lasciando intendere quanto a Mosca preoccupi la piega che stanno prendendo le cose a Washington.

Mosca: la diplomazia è ancora una via percorribile

La presa di posizione del Cremlino arriva in un momento delicato. Negli ultimi giorni, fonti della Casa Bianca hanno lasciato trapelare la possibilità di azioni mirate contro obiettivi iraniani, dopo una serie di incidenti che hanno coinvolto interessi occidentali nel Golfo. Ma per Mosca il dialogo non è ancora finito. “Non pensiamo che sia il momento di chiudere il canale diplomatico”, ha detto Peskov rispondendo a una domanda sull’eventualità di un’escalation militare. Nessuna informazione sulle trattative in corso, ma il messaggio è chiaro: evitare passi che possano far peggiorare la situazione.

La stabilità del Medio Oriente a rischio

Il vero timore, secondo il portavoce di Vladimir Putin, è la fragilità degli equilibri in Medio Oriente. “Ogni azione impulsiva può avere conseguenze imprevedibili”, ha spiegato Peskov, sottolineando che Mosca segue con attenzione gli sviluppi e mantiene contatti costanti con tutti i protagonisti. Negli ultimi giorni, la tensione tra Washington e Teheran è tornata a salire, anche a causa di un attacco a una base americana in Iraq e delle minacce di ritorsione.

La Russia in prima linea tra mediazione e diplomazia

L’appello di Mosca non arriva da sola. Anche altri Paesi europei hanno chiesto prudenza, invitando a scegliere il dialogo invece delle armi. Ma la voce russa ha un peso particolare: la Russia ha rapporti diretti sia con l’Iran sia con gli Stati Uniti e partecipa ai negoziati sul nucleare iraniano. “Siamo pronti a sostenere qualsiasi iniziativa che riporti la calma”, ha spiegato una fonte diplomatica all’agenzia Interfax. Al momento, però, nessuna apertura verso sanzioni o pressioni unilaterali.

Washington tace, Teheran resta in silenzio

Dall’altra parte dell’Atlantico, la Casa Bianca non ha ancora risposto ufficialmente al messaggio del Cremlino. Fonti del Dipartimento di Stato si sono limitate a dire che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, senza confermare né smentire un possibile intervento diretto. Anche da Teheran nessuna parola: il portavoce del ministero degli Esteri, interpellato dai media locali, ha scelto il “no comment”.

Un invito a mantenere la calma in un momento delicato

In questo clima teso, l’appello alla moderazione di Mosca suona come un avvertimento che non riguarda solo gli Stati Uniti, ma l’intera comunità internazionale. “Serve sangue freddo”, ha concluso Peskov prima di lasciare la sala stampa. Solo allora, tra i corridoi del Cremlino, si è percepita tutta la tensione di una crisi che, almeno per ora, resta sospesa tra la diplomazia e il rischio di un’escalation.