Kallas annuncia: la Russia entrerà nella lista nera del riciclaggio

Kallas annuncia: la Russia entrerà nella lista nera del riciclaggio

Kallas annuncia: la Russia entrerà nella lista nera del riciclaggio

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Bruxelles, 29 gennaio 2026 – L’Unione Europea lancia un chiaro segnale di diffidenza sulla reale volontà della Russia di trovare una via d’uscita al conflitto. È il bilancio dell’ennesima giornata di colloqui ad Abu Dhabi. A dirlo, arrivando al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, è stata l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas. La sua accusa è netta: “Ai colloqui ad Abu Dhabi partecipano solo militari russi senza alcun mandato per trattare. Questo vuol dire che non c’è nessuna intenzione seria di fare pace. È esattamente il contrario”, ha detto Kallas ai giornalisti poco dopo le 9 del mattino.

Abu Dhabi, Mosca manda solo militari: nessun segnale serio

Fonti diplomatiche europee confermano: la delegazione russa negli Emirati Arabi Uniti è composta solo da ufficiali militari, senza politici o negoziatori con poteri decisionali. Una scelta che, secondo Kallas, “dimostra chiaramente che non c’è alcuna vera voglia di dialogare”. Negli ultimi giorni la posizione dell’Unione Europea si è irrigidita, anche a causa delle notizie che arrivano dal fronte e dei tentativi falliti di mediazione.

La stessa Kallas ha sottolineato che “incontrarsi con soli militari, che non possono prendere decisioni, rende questi appuntamenti poco più di una formalità”. Il sospetto è diffuso anche tra i ministri degli Esteri europei riuniti oggi a Bruxelles. “Da Mosca non arrivano segnali concreti”, ha confidato a microfoni spenti un diplomatico francese.

La Ue pronta a inserire la Russia nella lista nera per riciclaggio

Non è solo una questione di negoziati. L’Alto Rappresentante Ue ha annunciato una misura che potrebbe complicare ulteriormente i rapporti con Mosca: “L’Europa sta per mettere la Russia nella lista nera del riciclaggio di denaro, perché usa questi canali per finanziare la guerra”, ha spiegato Kallas. Se il Consiglio darà il via libera, le banche e le aziende russe dovranno affrontare nuove restrizioni nell’interazione con l’Europa.

Secondo fonti della Commissione, la proposta è stata al centro di discussioni nelle ultime settimane tra i 27 Stati membri e potrebbe essere ufficializzata al prossimo vertice. Entrare nella lista nera significa controlli più rigidi sulle transazioni e più trasparenza per chi ha rapporti economici con Mosca. “Non possiamo lasciare che il sistema finanziario europeo venga usato per sostenere la guerra”, ha aggiunto un funzionario Ue vicino al dossier.

Tensione alta tra Bruxelles e Mosca: nessuna risposta da Mosca

Questa mossa arriva in un momento di forte tensione con la Russia. Negli ultimi mesi, l’Unione ha già imposto diversi pacchetti di sanzioni, colpendo settori chiave come energia, finanza e tecnologia. L’inserimento nella lista nera sarebbe un altro duro colpo, un passo in più verso l’isolamento economico di Mosca dal mondo occidentale.

Per ora, però, da Mosca non arriva nessuna reazione ufficiale alle parole di Kallas. L’agenzia Interfax riporta che fonti vicine al Cremlino definiscono “infondate” le accuse europee sul mancato impegno nei negoziati. Un portavoce del Ministero degli Esteri russo ha ribadito che “la Russia è disponibile al dialogo”, ma ha aggiunto che “le condizioni poste dall’Ue sono irrealistiche”.

Emirati Arabi Uniti in campo: il futuro dei colloqui resta incerto

I negoziati ad Abu Dhabi – partiti lo scorso fine settimana nel complesso governativo di Al Maryah Island – sono stati promossi dagli Emirati Arabi Uniti per cercare di riaprire un canale diplomatico. Ma, come riporta alanews.it, la presenza esclusiva di militari russi ha ridotto al minimo le possibilità di avanzare.

Per ora, non ci sono nuovi incontri in programma. L’Europa aspetta segnali concreti da Mosca prima di decidere se e come muoversi. “La porta non è chiusa”, ha assicurato Kallas davanti ai giornalisti a Bruxelles. Ma la tensione resta alta e la fiducia è ancora lontana.