Kallas: l’Ue pronta a etichettare le Guardie iraniane come terroristi

Kallas: l'Ue pronta a etichettare le Guardie iraniane come terroristi

Kallas: l'Ue pronta a etichettare le Guardie iraniane come terroristi

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Bruxelles, 29 gennaio 2026 – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea si sono ritrovati oggi a Bruxelles per discutere una mossa che potrebbe cambiare i rapporti con l’Iran: inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista nera delle organizzazioni terroristiche dell’UE. La decisione, attesa a breve, arriva dopo mesi di tensioni crescenti e, soprattutto, in seguito alla dura repressione delle proteste di massa che hanno scosso il Paese mediorientale nell’ultimo anno.

Guardie Rivoluzionarie iraniane: verso la lista nera UE

Questa mattina, l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Josep Borrell, ha rilanciato la proposta di inserire le Guardie Rivoluzionarie – il corpo militare d’élite fondato nel 1979 e considerato il pilastro del regime degli ayatollah – nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE. Poco prima della riunione, la premier estone Kaja Kallas ha detto ai giornalisti: “Se ti comporti da terrorista, devi essere trattato come tale”. Una frase dura che riflette il clima di crescente irritazione verso Teheran.

Fonti diplomatiche presenti al Consiglio UE parlano di una decisione ormai “matura”, anche se restano da sciogliere alcuni nodi politici e tecnici. Inserire le Guardie Rivoluzionarie nella lista significherebbe congelare eventuali beni in Europa e vietare qualsiasi rapporto economico o logistico con l’organizzazione. Una mossa che, secondo chi la sostiene, potrebbe colpire concretamente le attività internazionali del corpo militare iraniano.

La repressione delle proteste e la risposta europea

La spinta verso una linea più dura nasce dalla gestione delle proteste interne da parte del regime iraniano. Da quando, nell’autunno del 2025, la giovane Mahsa Amini è morta mentre era in custodia della polizia morale, le piazze iraniane sono state invase da manifestazioni senza precedenti. Le autorità hanno risposto con arresti di massa, processi sommari e, secondo Amnesty International, almeno 500 vittime tra i manifestanti. Le immagini dei cortei repressi con la forza hanno fatto il giro del mondo.

L’Unione Europea aveva già imposto sanzioni individuali contro funzionari e responsabili della sicurezza iraniana. Ma molti Stati membri – in particolare Francia e Germania – hanno chiesto di alzare il livello delle misure. “Non possiamo più limitarci a condanne formali”, ha spiegato un diplomatico francese a Bruxelles. “Serve un segnale forte”.

Diplomazia a rischio: cosa può succedere

Inserire le Guardie Rivoluzionarie nella lista nera non è senza rischi. L’Iran ha già minacciato ritorsioni diplomatiche e commerciali contro i Paesi europei che appoggeranno la misura. Fonti vicine al Ministero degli Esteri iraniano parlano di “atto ostile” e avvertono che Teheran potrebbe ridurre la cooperazione su dossier delicati come il nucleare e la gestione dei flussi migratori.

Alcuni osservatori mettono in guardia sul fatto che questa scelta potrebbe complicare i tentativi di rilanciare il negoziato sul programma nucleare iraniano (JCPOA), fermo da mesi. “È una decisione che avrà conseguenze”, ha ammesso un funzionario europeo. “Ma la pressione interna ed esterna su Bruxelles ormai non lascia scampo”.

Prossimi passi e reazioni dal mondo

Le discussioni continueranno nelle prossime ore. Secondo alcune fonti tra i delegati, la maggioranza degli Stati membri sembra favorevole all’inserimento delle Guardie Rivoluzionarie nella lista UE dei gruppi terroristici. Restano però dubbi da parte di Paesi più cauti, come Ungheria e Grecia, preoccupati per le ripercussioni sui rapporti bilaterali.

Dagli Stati Uniti è arrivato un commento prudente: “Sosteniamo ogni sforzo europeo per combattere il terrorismo”, ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato, “ma serve coordinamento a livello internazionale”. Anche Londra segue da vicino gli sviluppi: il Regno Unito ha inserito le Guardie nella propria lista nera già nel 2023.

Solo nelle prossime ore capiremo se l’Unione Europea sarà davvero pronta a fare questo passo. Intanto, a Bruxelles, l’atmosfera è quella delle grandi decisioni. “Non possiamo più chiudere gli occhi”, ha confidato una fonte italiana al termine della riunione preparatoria. Ma nei corridoi del palazzo Justus Lipsius resta chiaro che ogni scelta avrà un prezzo.