L’euro digitale: la chiave per una Ue più forte in tempi di tensioni geopolitiche

L'euro digitale: la chiave per una Ue più forte in tempi di tensioni geopolitiche

L'euro digitale: la chiave per una Ue più forte in tempi di tensioni geopolitiche

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Roma, 29 gennaio 2026 – “Dobbiamo preoccuparci di tenere la casa in ordine e avere quello che ci serve per portare avanti la nostra economia.” Lo ha detto chiaramente Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, durante un incontro a Roma. Rispondendo a una domanda sulle possibili contromisure europee alle crescenti tensioni transatlantiche, Cipollone, che guida il progetto dell’euro digitale, ha sottolineato quanto sia fondamentale rafforzare le infrastrutture di pagamento europee per dare più autonomia all’Unione.

L’euro digitale: la risposta europea alle sfide globali

Per Cipollone, creare un’infrastruttura di pagamento indipendente è una priorità che non si può rimandare. “Se riusciamo a guardare ai nostri interessi senza dover dipendere da altri, è meglio. Così evitiamo problemi”, ha spiegato. Dietro queste parole, il riferimento alle tensioni con gli Stati Uniti è chiaro, anche se non esplicitato. La dipendenza da sistemi di pagamento fuori dall’Europa viene vista come un punto debole che va superato.

Ha poi aggiunto che le infrastrutture di pagamento al dettaglio, come l’euro digitale, e quelle all’ingrosso, come i progetti Pontes e Appia, sono “fondamentali per costruire un sistema che dipenda solo da noi”. In pratica, la BCE vuole mettere in piedi un sistema finanziario europeo più solido, meno esposto a pressioni esterne.

Autonomia strategica e sicurezza economica al centro del dibattito

L’idea di un’autonomia strategica torna a essere centrale nel dibattito europeo, soprattutto negli ultimi mesi. Le parole di Cipollone arrivano mentre Bruxelles lavora su nuove regole per la sovranità digitale e la protezione delle infrastrutture critiche. “Se siamo autonomi, questo ci dà anche un po’ di forza”, ha detto con un tono che tradiva una certa urgenza. Serve dotare l’Europa degli strumenti giusti per affrontare scenari globali sempre più difficili.

Fonti vicine alla BCE spiegano che il progetto dell’euro digitale – già in fase pilota in vari Paesi dell’Eurozona – punta a offrire a cittadini e imprese un’alternativa sicura e affidabile ai sistemi di pagamento privati, spesso controllati da operatori americani o asiatici. L’obiettivo è chiaro: garantire la continuità operativa anche se scoppiano crisi geopolitiche o saltano i servizi internazionali.

Pontes e Appia: le nuove piattaforme che cambieranno i pagamenti all’ingrosso

Durante l’incontro, Cipollone ha citato due progetti chiave: Pontes e Appia. Sono piattaforme pensate per gestire i pagamenti all’ingrosso tra banche europee, riducendo la dipendenza da circuiti esterni come SWIFT o VisaNet. Secondo fonti della BCE, Pontes dovrebbe partire entro il 2027, mentre Appia è in fase avanzata di sviluppo.

Questi progetti, insieme all’euro digitale, sono il cuore della nuova struttura finanziaria europea. “Non possiamo permetterci di restare indietro”, ha commentato un funzionario del Ministero dell’Economia presente all’incontro. “La sicurezza dei pagamenti è ormai una questione di interesse nazionale.”

Reazioni e scenari per il futuro

Le parole di Cipollone hanno attirato l’attenzione di banche e imprese. Alcuni grandi istituti italiani, come Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno già iniziato a sperimentare l’uso dell’euro digitale nei pagamenti di tutti i giorni. “È una sfida che dobbiamo affrontare insieme”, ha detto un dirigente bancario romano al termine dell’incontro.

Gli analisti avvertono che il cammino verso una piena autonomia europea nei pagamenti sarà lungo e difficile. Ma la determinazione della BCE, forte e chiara nelle parole di Cipollone, segna un cambio di passo rispetto al passato. Solo allora, forse, l’Europa potrà davvero avere una voce forte anche nel mondo dei pagamenti digitali.