L’ultimo incontro: l’autista racconta il drammatico momento con Davide Borgione

L'ultimo incontro: l'autista racconta il drammatico momento con Davide Borgione

L'ultimo incontro: l'autista racconta il drammatico momento con Davide Borgione

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Torino, 29 gennaio 2026 – Un funzionario di banca di 36 anni è finito sotto indagine per omicidio stradale e omissione di soccorso dopo la morte di Davide Borgione, 19 anni, avvenuta all’alba di sabato scorso in via Nizza, a Torino. L’uomo si è presentato spontaneamente in commissariato e ha raccontato agli investigatori: «Ho visto quel ragazzo che andava in bici a zig zag, poi non l’ho più visto. Mi è sembrato di passare sopra un dosso, ma non ho sentito urla. Ora sono distrutto». La vicenda, ancora piena di punti oscuri, ha scosso la città e riaperto il dibattito sulla sicurezza notturna delle strade torinesi.

Le ultime ore di Davide Borgione: dalla discoteca alla caduta

Secondo la polizia, Davide Borgione, detto “Borgi” dagli amici, aveva passato la serata al Milk, una discoteca nel quartiere sud. Alle 4.15 del mattino, le telecamere di sorveglianza lo inquadrano mentre esce dal locale e prende in noleggio una bici elettrica. Pochi minuti dopo lo riprendono mentre perde l’equilibrio e cade da solo sull’asfalto. In quel momento, nessun altro è coinvolto.

Subito dopo, l’auto guidata dal bancario passa proprio accanto al ragazzo. L’uomo racconta di averlo visto muoversi in modo incerto e di aver percepito un sobbalzo sotto le ruote. «Mi è sembrato di passare sopra un dosso», ha detto agli agenti. Ma non si è fermato a controllare. Solo più tardi, preso dal dubbio e dalla preoccupazione, si è presentato in commissariato.

Autopsia e primi accertamenti: un trauma fatale, ma ancora molti dubbi

L’autopsia ha confermato che Davide Borgione è morto per un trauma cranico. C’è una sola ferita alla testa, compatibile sia con la caduta sull’asfalto sia con un possibile urto con l’auto. Gli investigatori precisano che non ci sono segni chiari di investimento diretto: la bici elettrica è intatta, mentre alcuni cordoli della strada risultano danneggiati. Resta quindi da capire cosa abbia provocato la ferita che si è rivelata fatale.

Il bancario è indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso. Gli inquirenti stanno esaminando i dati della centralina dell’auto e le immagini delle telecamere per chiarire ogni dettaglio della dinamica. «Stiamo ricostruendo ogni momento», ha spiegato una fonte della polizia municipale.

Il furto e i soccorsi arrivati troppo tardi

La vicenda si fa ancora più amara per il comportamento di due ventenni italiani, che pochi minuti dopo l’incidente si sono fermati con un’auto vicino al corpo di Davide. Le telecamere li mostrano mentre si avvicinano al ragazzo a terra e gli rubano gli effetti personali. Nessuno dei due ha provato ad aiutare o chiamare i soccorsi. Solo dopo il loro passaggio, due stranieri di passaggio hanno notato il corpo e hanno chiamato il 118.

Quando i sanitari sono arrivati, per Davide non c’era più nulla da fare. È stato portato d’urgenza al CTO di Torino, ma è morto poco dopo il ricovero. La notizia ha fatto rapidamente il giro tra amici e conoscenti: «Era un ragazzo solare, sempre pronto a dare una mano», racconta un compagno di scuola davanti al liceo che frequentava.

Indagini in corso e attesa di giustizia

Gli investigatori stanno cercando i due giovani responsabili del furto. Le immagini delle telecamere sono state consegnate alle pattuglie e diffuse sul territorio. «Stiamo lavorando per identificarli al più presto», ha detto una fonte della questura.

Nel frattempo, la famiglia Borgione aspetta risposte. Il padre ha chiesto rispetto e silenzio: «Vogliamo solo capire cosa è successo davvero». In via Nizza, davanti al civico 284, qualcuno ha lasciato un mazzo di fiori e un biglietto: “Ciao Borgi”. Un piccolo gesto in una notte che ha lasciato Torino con tante domande ancora aperte.