Dubai, 29 gennaio 2026 – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato oggi a Dubai il padre di Emanuele Galeppini, il giovane golfista italiano scomparso pochi giorni fa a Crans-Montana, in Svizzera. L’incontro è avvenuto nella tarda mattinata, nella residenza consolare italiana, in un clima di commozione discreta. I genitori di Emanuele, che vivono negli Emirati Arabi Uniti da anni, hanno ricevuto il capo dello Stato proprio nel giorno in cui la comunità italiana di Dubai si è stretta intorno a loro.
Mattarella a Dubai: un gesto di vicinanza concreto
La visita di Mattarella negli Emirati era in programma da tempo, con una serie di incontri istituzionali e culturali. Ma la tragedia che ha colpito la famiglia Galeppini ha dato a questa tappa un significato particolare. Accompagnato dall’ambasciatore italiano Lorenzo Fanara e dal console generale Giuseppe Finocchiaro, il presidente ha voluto portare di persona il cordoglio delle istituzioni italiane. “In momenti come questo – ha detto Mattarella rivolgendosi al padre di Emanuele – le parole servono a poco, ma la vicinanza è doverosa”. Un gesto semplice, lontano da clamori, che ha toccato tutti i presenti.
Il dolore della famiglia Galeppini
Emanuele Galeppini aveva appena compiuto vent’anni ed era considerato una delle promesse più luminose del golf italiano. Nato tra Firenze e Dubai, aveva deciso di continuare la sua carriera sportiva in Svizzera, allenandosi con il team di Crans-Montana. La notizia della sua morte improvvisa, probabilmente causata da un malore durante l’allenamento, ha lasciato sgomenti amici e compagni di squadra. Il padre, visibilmente scosso, ha ringraziato Mattarella per la vicinanza: “Non ci sono parole – ha detto – ma sentire lo Stato vicino aiuta a non sentirsi soli”.
Una comunità italiana in lutto
A Dubai, dove la famiglia Galeppini si era trasferita nel 2018 per lavoro, la notizia ha profondamente scosso la comunità italiana. Questa mattina, diverse decine di connazionali si sono radunati davanti al consolato per lasciare un fiore o un messaggio scritto. “Emanuele era un ragazzo solare, sempre disponibile”, racconta Marco Rinaldi, amico di famiglia e presidente del circolo golfistico locale. “Lo vedevamo spesso allenarsi qui vicino, aveva una determinazione rara”. Anche la Federazione Italiana Golf ha espresso il suo cordoglio con un messaggio ufficiale.
Il sogno spezzato di una giovane promessa
Nato a Firenze nel 2005, Emanuele Galeppini aveva cominciato a giocare a golf da bambino. I primi successi nei tornei giovanili in Toscana lo avevano spinto a trasferirsi con la famiglia a Dubai, dove ha frequentato la scuola internazionale e affinato il suo talento sui green degli Emirati. Solo l’anno scorso era stato scelto per un programma di alta formazione sportiva in Svizzera. Secondo i tecnici che lo seguivano, aveva tutte le carte in regola per entrare nel circuito professionistico europeo. “Era uno di quei ragazzi che non si arrendono mai”, ricorda il suo allenatore svizzero, Jean-Luc Morel.
Le indagini sulle cause della morte
Le autorità svizzere stanno ancora cercando di chiarire cosa ha causato il decesso. Dai primi rilievi della polizia cantonale vallesana, Emanuele avrebbe avuto un malore improvviso durante l’allenamento sul campo di Crans-Montana, intorno alle 15:30 del 25 gennaio. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma purtroppo ogni tentativo di rianimazione è stato inutile. La famiglia ora aspetta i risultati degli accertamenti medici per avere risposte precise.
Una vicinanza istituzionale che conta
La presenza di Mattarella a Dubai, in queste ore di dolore, è stata interpretata come un segnale forte di attenzione verso gli italiani all’estero e le famiglie colpite da lutti improvvisi. “Non è solo un gesto formale – spiega una fonte diplomatica – ma una testimonianza concreta di solidarietà”. Nel pomeriggio, il presidente ha lasciato Dubai per proseguire la sua missione istituzionale negli Emirati. La comunità italiana resta unita attorno alla famiglia Galeppini, in attesa di conoscere la data delle esequie.
