Moneta per un desiderio: il nuovo costo per l’accesso alla Fontana di Trevi

Moneta per un desiderio: il nuovo costo per l'accesso alla Fontana di Trevi

Moneta per un desiderio: il nuovo costo per l'accesso alla Fontana di Trevi

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Roma, 29 gennaio 2026 – Dal prossimo 2 febbraio chiunque vorrà avvicinarsi alla celebre Fontana di Trevi dovrà mettere mano al portafoglio: il biglietto d’ingresso costerà 2 euro. Dopo settimane di dubbi e confronti, il Campidoglio ha deciso di introdurre questa novità, che riguarda soprattutto i turisti e chi non risiede nella Capitale. L’obiettivo? Proteggere uno dei monumenti più amati d’Italia e cercare di gestire meglio l’afflusso di visitatori. Ma la decisione non è passata inosservata, scatenando discussioni accese tra operatori turistici e cittadini.

Chi paga e chi entra gratis

Il nuovo regolamento è chiaro: solo i romani e chi abita nella Città Metropolitana potranno varcare la soglia della fontana senza pagare, mostrando un documento. Tutti gli altri – dai turisti italiani e stranieri a chi vive fuori Roma – dovranno comprare il biglietto. La tariffa non farà sconti nemmeno la prima domenica del mese, quando di solito l’ingresso è gratuito in molti musei. “Serve a proteggere il monumento e a garantire un accesso più ordinato”, spiegano dal Comune. Ma non tutti sono d’accordo: Assoturismo parla di “un approccio chiuso e che trasforma in denaro qualcosa che non dovrebbe esserlo”. L’associazione, pur stimando un incasso annuo di circa 6,5 milioni di euro, critica la scelta di non coinvolgere chi lavora nel settore nel decidere come usare questi fondi.

Come si entrerà: steward e biglietti

Sul piano pratico, il compito di gestire gli ingressi è affidato a Zetema, la società pubblica del Comune. Sono stati reclutati 26 steward per regolare le file e aiutare i visitatori. Ci saranno due code: una per chi ha già comprato il biglietto online (il sito dedicato, fontanaditrevi.roma.it, è ancora in aggiornamento), l’altra per chi lo acquisterà direttamente sul posto. La biglietteria fisica sarà in via della Stamperia, a due passi dalla piazza. Niente tornelli o barriere che chiudono il passaggio: gli operatori useranno lettori ottici per controllare i ticket. “Non vogliamo trasformare tutto in un evento da stadio”, ha detto un funzionario, “ma mantenere l’atmosfera accogliente”.

Recinzioni e lavori notturni: la piazza cambia volto

Per controllare gli ingressi, il Comune monterà nuove recinzioni attorno alla fontana, lungo il bordo più basso. I lavori, concordati con la Sovrintendenza Capitolina e la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, si svolgeranno solo di notte per non disturbare la vita della piazza. Le barriere saranno in metallo, con forme che richiamano le curve dei colonnotti in travertino e i disegni delle vecchie recinzioni dell’Ottocento, verniciate con un colore ferro antico opaco. L’installazione sarà temporanea: le piastre di ancoraggio saranno posate sui sanpietrini senza rovinare le pietre storiche. “Abbiamo lavorato per ridurre al minimo l’impatto visivo”, ha assicurato il Comune in una nota diffusa ieri sera.

La monetina lanciata resta, ma cambia

Resta il capitolo della tradizione più famosa: il lancio della monetina. Fino a pochi anni fa, chiunque poteva gettare una moneta nella vasca principale della fontana, sperando di tornare a Roma o di vedere realizzato un desiderio. Dal 2024, però, questa possibilità è stata limitata: ora si può lanciare la moneta solo nella piccola vasca posta sui gradini di fronte al monumento. Le monete raccolte vengono poi consegnate alla Caritas, che le usa per aiutare chi è in difficoltà. “Non è più come una volta”, racconta un anziano del quartiere che ogni mattina passa per piazza Trevi per andare al mercato, “ma almeno quei soldi vanno a chi ne ha bisogno”.

Le reazioni e cosa aspettarsi

La novità ha diviso romani e addetti ai lavori. C’è chi teme che il biglietto possa scoraggiare i visitatori o trasformare la fontana in una sorta di “bancomat”, come denuncia Assoturismo. Altri invece vedono nel ticket un modo per proteggere il monumento dall’usura e dal sovraffollamento. Intanto, con il sito ufficiale ancora offline e le prime recinzioni in arrivo, resta da vedere se davvero quei due euro cambieranno il modo di vivere uno dei simboli più amati di Roma. Per ora, con gli steward pronti a presidiare la piazza, la Fontana di Trevi si prepara a una stagione diversa dal solito.