Musumeci annuncia un’indagine amministrativa su Niscemi: cosa ci aspetta?

Musumeci annuncia un'indagine amministrativa su Niscemi: cosa ci aspetta?

Musumeci annuncia un'indagine amministrativa su Niscemi: cosa ci aspetta?

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Caltanissetta, 29 gennaio 2026 – Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha annunciato oggi la volontà di proporre al Consiglio dei ministri un’indagine amministrativa per fare chiarezza sulla mancata risposta dopo la frana che colpì Niscemi nel 1997. Una decisione che arriva dopo anni di silenzi e domande senza risposta, mentre il territorio continua a mostrare i segni di un dissesto mai davvero affrontato.

Niscemi, trent’anni di silenzio sulla frana

Intervistato da Rainews24 stamattina, Musumeci ha parlato di “omissioni e superficialità” in un periodo in cui la situazione è rimasta praticamente ferma. “Si pensava forse che la frana si fosse fermata. Tutto questo va chiarito con un’indagine amministrativa”, ha detto il ministro, sottolineando la necessità di ricostruire con precisione cosa è successo negli ultimi trent’anni.

La frana del 1997, che ha coinvolto un vasto tratto di Niscemi, nel cuore di Caltanissetta, aveva già allora allarmato i residenti. Eppure, ha spiegato Musumeci, “nel 1997 non si è fatto nulla: bisogna capire se si è sottovalutato il problema”. Il ministro porterà la questione in Consiglio dei ministri già oggi, chiedendo un approfondimento formale sulle responsabilità e le eventuali mancanze.

Tre decenni di attesa e domande senza risposta

La vicenda della frana a Niscemi si trascina da quasi trent’anni. Nel tempo, comitati e associazioni locali hanno chiesto interventi strutturali e controlli costanti, ma le risposte ufficiali sono state sporadiche e spesso insufficienti. Solo in rare occasioni si sono viste ispezioni tecniche o fondi mirati, mentre la popolazione ha continuato a vivere con il rischio sempre presente.

“Bisogna raccontare cosa è successo in questi 30 anni e capire come siamo arrivati a questo punto di non ritorno”, ha ribadito Musumeci. L’indagine dovrà scoprire non solo chi ha responsabilità dirette, ma anche perché per tanto tempo non si è mosso nulla.

A Niscemi tra speranze e scetticismo

A Niscemi, la notizia dell’indagine ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni abitanti, contattati in mattinata, hanno detto di sperare “che finalmente si faccia chiarezza”, mentre altri hanno ricordato come “promesse ne abbiamo già sentite tante”. Il sindaco, Salvatore D’Angelo, ha commentato: “Aspettiamo fatti concreti. La nostra comunità merita risposte dopo anni di incertezza”.

Fonti vicine al Comune riferiscono che negli ultimi mesi sono cresciute le preoccupazioni per il peggioramento del terreno in alcune zone periferiche. In particolare, via Madonna – una delle vie più colpite dalla frana – mostra ancora crepe sull’asfalto e muri di case che cedono.

Un problema nazionale che colpisce anche la Sicilia

L’iniziativa di Musumeci si inserisce in un quadro nazionale segnato da frequenti emergenze legate al dissesto idrogeologico. Secondo l’Ispra, oltre il 90% dei comuni italiani rischia frane o alluvioni. In Sicilia la situazione è critica: solo nel 2025 si sono registrati più di 120 episodi di dissesto, con danni stimati in decine di milioni di euro.

“Non possiamo più permetterci ritardi o sottovalutazioni”, ha detto il ministro nell’intervista. Ha poi ricordato che “la prevenzione è l’unica strada per evitare tragedie”, invitando tutte le amministrazioni a collaborare con gli ispettori che seguiranno l’indagine.

Verso la verità e la sicurezza per Niscemi

La proposta di un’indagine amministrativa è, secondo il governo, il primo passo per fare luce sulla gestione delle emergenze locali. Solo così – ha lasciato intendere Musumeci – sarà possibile individuare responsabilità e mettere in campo interventi concreti per mettere in sicurezza Niscemi e le altre zone a rischio.

Nel frattempo, la comunità resta in attesa. Tra i vicoli del centro e le campagne intorno, la memoria della frana del 1997 non si è mai spenta davvero. Ora, dopo anni di silenzi, in tanti sperano che sia finalmente arrivato il momento delle risposte.