Niscemi: il documento del 2022 svela i segreti della frana sotto Musumeci

Niscemi: il documento del 2022 svela i segreti della frana sotto Musumeci

Niscemi: il documento del 2022 svela i segreti della frana sotto Musumeci

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Niscemi, 29 gennaio 2026 – Il rischio frana a Niscemi, nel cuore della provincia di Caltanissetta, era noto già dal 2022, quando un documento ufficiale della Regione Siciliana, sotto la presidenza di Nello Musumeci, ne segnalava la gravità. Dopo il crollo del 25 gennaio scorso sulla strada provinciale 10, la questione è tornata sotto i riflettori. Ieri, durante l’Assemblea regionale, Ismaele La Vardera ha rilanciato il caso, ricordando un rapporto dettagliato rimasto a lungo chiuso nei cassetti della burocrazia.

Un allarme vecchio ma mai ascoltato

Non si tratta certo di una novità: l’allerta frane a Niscemi è una storia che va avanti da secoli, con segnalazioni fin dal XVIII secolo e un primo avvertimento ufficiale nel 1997. Ma il documento del 2022, portato alla luce da La Vardera, spicca per la sua precisione. Si tratta di una relazione tecnica stilata dopo sopralluoghi fatti nel 2021, su richiesta del Comune. Era il tempo in cui Musumeci era presidente della Regione e, poco dopo, avrebbe guidato il Ministero della Protezione Civile.

Dai rilievi emergeva già uno scivolamento in corso proprio nell’area poi colpita dalla frana recente. Il rapporto descriveva “processi morfogenetici intensi” e una “forte attività erosiva” sul versante occidentale della collina di Niscemi.

Il sopralluogo del 2021 racconta una situazione critica

La relazione, firmata da tecnici regionali e comunali, fotografava una situazione già preoccupante nel 2021. Durante le ispezioni svolte tra marzo e aprile, gli esperti avevano notato l’avanzamento della frana sul fianco occidentale. Parlavano di “numerose incisioni irregolari” e segnalavano che il dissesto minacciava direttamente le due vie principali d’ingresso al paese: la strada provinciale 10 e la SP12.

Proprio la SP10 è stata travolta dalla frana del 25 gennaio, causando danni pesanti e disagi a centinaia di residenti. Nel documento si classifica il dissesto come “frana complessa”, con un livello di pericolo molto alto (P3) e un rischio elevatissimo (R4).

Il fronte nord-ovest, un problema che si ripete

Il rapporto non si limita a descrivere la situazione attuale, ma ricostruisce anche episodi passati. Nel gennaio 2019, secondo il Comune, un altro movimento franoso aveva già coinvolto la provinciale 12. Nel complesso, il documento del 2022 segnalava ben 17 nuovi crolli nell’area nord-ovest di Niscemi, proprio dove è avvenuto l’ultimo cedimento.

I tecnici avevano raccomandato di intervenire subito e con decisione. Ma, secondo La Vardera, né la Regione né il Ministero, guidato poi dallo stesso Musumeci, hanno mosso un dito.

Scontro politico e accuse incrociate

La vicenda ha acceso un acceso dibattito politico. “Sono rimasto sbalordito leggendo l’intervista al ministro Musumeci sul Corriere della Sera, dove dice che il Comune di Niscemi non ha mai segnalato problemi durante i suoi cinque anni”, ha detto La Vardera in aula. “Non è vero, il Pai (Piano di Assetto Idrogeologico) lo dimostra. Quel documento porta anche la sua firma politica”.

Da parte sua, Musumeci ha ribadito di non aver mai ricevuto segnalazioni ufficiali dal Comune durante la sua presidenza regionale. Una versione che però sembra contraddire gli atti ufficiali.

Un pericolo noto, ignorato troppo a lungo

Il caso riporta al centro il tema della prevenzione del dissesto idrogeologico in Sicilia. A Niscemi, come altrove nell’isola, i segnali di allarme c’erano da tempo: relazioni tecniche, sopralluoghi, rapporti dettagliati. Solo quando la frana ha colpito la SP10, l’attenzione si è risvegliata su una crisi che, secondo molti residenti e amministratori, si sarebbe potuta evitare.

Ora resta da vedere quali interventi si decideranno per mettere in sicurezza la zona e dare risposte concrete ai cittadini. Intanto, il confronto politico continua, tra accuse e richieste di chiarimenti sulle responsabilità.