Omar: le minacce di morte nei miei confronti sono in aumento

Omar: le minacce di morte nei miei confronti sono in aumento

Omar: le minacce di morte nei miei confronti sono in aumento

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Washington, 29 gennaio 2026 – Le minacce di morte contro la deputata democratica Ilhan Omar sono cresciute nettamente negli ultimi mesi, soprattutto dopo alcune dichiarazioni pubbliche dell’ex presidente Donald Trump. A raccontarlo è stata la stessa Omar, ieri pomeriggio, durante un incontro con la stampa nel Congresso, a Capitol Hill. “Da quando sono entrata in carica, ogni volta che il presidente usa una retorica d’odio contro di me e la comunità che rappresento, le minacce di morte aumentano in modo impressionante”, ha detto la deputata del Minnesota, visibilmente provata.

Ilhan Omar sotto scorta: sicurezza rafforzata dopo le parole di Trump

Fonti vicine al Congresso riferiscono che Ilhan Omar – una delle prime donne musulmane e rifugiate alla Camera – vive ormai da mesi con una protezione molto stretta. Un team federale si occupa della sua sicurezza, 24 ore su 24. “Se Donald Trump non fosse ossessionato da me e non fosse presidente, non avrei bisogno di una scorta così pesante”, ha confidato Omar ai giornalisti, lasciando capire che il clima politico resta molto teso.

I dati del suo staff non lasciano dubbi: nell’ultimo trimestre le minacce sono aumentate del 40%. Si tratta di mail, lettere anonime, telefonate anche nelle ore notturne. Alcune di queste minacce sono state giudicate “credibili” dagli investigatori federali, che hanno aperto fascicoli specifici. La deputata ha raccontato di aver dovuto cambiare le proprie abitudini e di evitare eventi pubblici quando non strettamente necessari.

Retorica politica e tensioni sociali: quando le parole pesano

La sicurezza dei politici americani è tornata al centro del dibattito dopo le ultime polemiche sulle parole di Trump, che ha più volte attaccato Omar durante i suoi comizi. “Non è solo una questione personale – ha detto la deputata – ma riguarda tutta la mia comunità”. Omar rappresenta il quinto distretto del Minnesota, dove vivono molti cittadini di origine somala e musulmana. “Quando si scatena l’odio contro una persona, si colpisce un intero gruppo”, ha aggiunto.

Per alcuni analisti, la retorica usata dall’ex presidente ha alimentato un clima di ostilità crescente. “Le parole contano”, ha spiegato alla CNN il politologo David Axelrod. “Quando un leader nazionale mette nel mirino qualcuno, c’è il rischio che qualcuno passi all’azione”. Il tema è stato affrontato anche in una recente audizione al Senato sulla sicurezza interna.

Reazioni dal Congresso e dalla Casa Bianca

Nel corso della giornata, molti colleghi di Omar hanno espresso solidarietà. La speaker della Camera, Hakeem Jeffries, ha definito “inaccettabile” la situazione: “Nessun rappresentante dovrebbe vivere nella paura per sé o la propria famiglia”. Anche la Casa Bianca è intervenuta con una nota ufficiale: “Il presidente Biden condanna ogni minaccia o violenza politica”.

Non sono mancate reazioni anche tra i repubblicani. Alcuni hanno preso le distanze dalle parole di Trump, chiedendo “un confronto civile”. Altri, invece, hanno minimizzato o parlato di “strumentalizzazione politica”.

Minacce in aumento: i numeri che preoccupano

Il caso di Ilhan Omar non è isolato. Secondo i dati del Congressional Research Service, nel 2025 le minacce contro i membri del Congresso sono cresciute del 35% rispetto all’anno prima. La polizia del Campidoglio ha segnalato oltre 9.600 episodi tra lettere, mail e telefonate sospette. Un fenomeno che preoccupa sia le autorità federali sia le associazioni per i diritti civili.

Omar ha chiuso il suo intervento con un appello: “Chiedo solo di poter fare il mio lavoro senza paura. La democrazia si difende anche così”. Poi è sparita rapidamente, scortata dai suoi agenti. Sul volto, una stanchezza che va oltre il fisico.