Pasdaran alle Olimpiadi di Milano-Cortina: la controversia tra FdI e l’ambasciata

Pasdaran alle Olimpiadi di Milano-Cortina: la controversia tra FdI e l'ambasciata

Pasdaran alle Olimpiadi di Milano-Cortina: la controversia tra FdI e l'ambasciata

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

Milano, 29 gennaio 2026 – La possibile presenza dei Pasdaran iraniani alle prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina ha acceso un acceso dibattito politico nelle ultime ore. A sollevare la questione è stato il senatore Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, presidente della commissione Affari costituzionali, durante una seduta a Palazzo Madama. Balboni ha messo in guardia sul fatto che a scortare gli atleti iraniani potrebbero esserci membri dei Corpi della Guardia Rivoluzionaria Islamica, i cosiddetti Pasdaran, definiti dal senatore come “coloro che hanno massacrato 30.000 giovani in Iran”.

Scontro in Parlamento sulla sicurezza delle Olimpiadi

Il caso, già delicato dopo le discussioni sulla presenza degli agenti Ice a protezione di personalità politiche e atleti statunitensi, ha subito trovato terreno fertile tra i banchi dell’opposizione. Il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione urgente ai ministri dell’Interno e degli Esteri. I senatori Antonio Misiani e Cristina Tajani, firmatari dell’interrogazione, hanno chiesto al governo di fare chiarezza: “Se fosse vero, sarebbe gravissimo”. Hanno richiamato anche le posizioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, da tempo favorevole all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche.

“Se si confermasse quanto detto da Balboni – hanno scritto Misiani e Tajani – sarebbe una questione molto seria che richiede una risposta immediata da parte del governo”. La richiesta mette in luce la tensione che circonda la sicurezza dei Giochi e la gestione delle delegazioni straniere, soprattutto quelle provenienti da Paesi con rapporti complicati con l’Unione Europea.

Ambasciata iraniana: “Nessun Pasdaran nella delegazione”

Nel pomeriggio è arrivata la replica dell’ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia. In una nota pubblicata su X (ex Twitter), la rappresentanza diplomatica ha precisato che la squadra iraniana sarà composta da “quattro atleti di sci, un allenatore, il capo delegazione e un consigliere olimpico”. Nessun membro dei Pasdaran o personale militare, si legge.

L’ambasciata ha anche sottolineato “l’importanza di un’informazione precisa e responsabile”, chiedendo che “prima di ogni analisi o posizione politica si verifichi la veridicità delle notizie”. Un chiaro invito a media e politici a evitare speculazioni che potrebbero alimentare tensioni o allarmismi ingiustificati.

La sicurezza delle Olimpiadi resta un nodo cruciale

La vicenda arriva in un momento già segnato da dubbi e timori sulla sicurezza delle Olimpiadi invernali 2026. Solo pochi giorni fa era emersa la questione degli agenti statunitensi incaricati di proteggere personalità e atleti americani, tema che aveva acceso il confronto tra governo e opposizione.

Fonti del Viminale assicurano che al momento non ci sono richieste ufficiali dall’Iran per mandare personale armato o militare con la propria delegazione. Ma la macchina organizzativa è in allerta. “Stiamo tenendo sotto controllo tutte le situazioni delicate”, ha detto un funzionario della sicurezza olimpica. “Per ora non abbiamo prove di presenze fuori dal normale”.

Il governo mantiene la guardia alta

Intervenuto a Roma durante un evento pubblico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la linea della prudenza: “La sicurezza di atleti e delegazioni è una priorità assoluta. Valuteremo con attenzione ogni segnalazione, ma non possiamo lasciare spazio a notizie non confermate”. Tajani ha ricordato che la questione dei Pasdaran è al centro di un dibattito anche a livello europeo, dove più Paesi spingono per inserirli nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Nel frattempo, il Comitato Olimpico Internazionale non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. La delegazione iraniana dovrebbe arrivare in Italia nelle prossime settimane per i primi sopralluoghi tecnici. Solo allora, forse, si potrà mettere la parola fine alle voci sulle presunte scorte militari.

L’attenzione resta alta su ogni dettaglio: dal controllo degli accrediti alle misure di sicurezza nei villaggi olimpici. Milano e Cortina si preparano ad accogliere il mondo sotto i riflettori, mentre la politica cerca di fare chiarezza. E in questa attesa, ogni parola conta.