Milano, 29 gennaio 2026 – Mediobanca si rimette in moto con una grande riorganizzazione interna guidata dal nuovo amministratore delegato, Alessandro Melzi d’Eril. La banca d’affari di Piazzetta Cuccia ha puntato su un mix di manager interni e figure provenienti dall’esterno per dare una svolta alla sua strategia. Le prime nomine, entrate in vigore all’inizio dell’anno, segnano un cambio di passo deciso, con l’obiettivo di rafforzare la presenza all’estero e consolidare i settori chiave del gruppo.
Private Banking, arriva Grosoli per allargare gli orizzonti
Da fonti del settore arriva la conferma: Francesco Grosoli, attuale amministratore delegato di Cmb Monaco, prenderà in mano anche la guida dell’area Private Banking di Mediobanca. Un segnale chiaro, spiegano fonti vicine alla banca, per dare “respiro internazionale” a una divisione che negli ultimi anni ha mostrato una crescita costante. Grosoli, nato nel 1965, ha un curriculum di tutto rispetto: prima di Monaco, ha guidato il private banking di HSBC nel Principato e ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in Barclays, arrivando a essere ceo Private Banking Emea.
L’arrivo di Grosoli a Milano è stato accolto con attenzione dagli addetti ai lavori. “Ha una visione ampia e una rete di contatti che potranno fare la differenza”, commenta un analista che preferisce restare anonimo. Mediobanca, però, non si sbilancia e mantiene il massimo riserbo sulle mosse future.
Clienti di peso e crescita interna, le nuove priorità
Nel nuovo assetto, Angelo Viganó, già senior banker interno, si dedicherà con più attenzione ai clienti strategici della banca. Una mossa che punta a valorizzare la sua esperienza e il rapporto diretto con la clientela più importante. “Viganó continuerà a essere un pilastro per la crescita dell’istituto”, riferiscono fonti vicine all’organizzazione.
Spostando lo sguardo sulle controllate, Gian Luca Sichel, già amministratore delegato di Mediobanca Premier e Compass, aggiungerà al suo ruolo anche la direzione generale della divisione Premier. Negli ultimi anni Sichel ha guidato la crescita e il riposizionamento del segmento ‘Premier’, giocando su un mix di crescita interna e acquisizioni mirate. Il risultato, dicono i dati interni, è un rafforzamento netto della posizione della banca nel settore della clientela affluent.
Wealth Management e Corporate Banking, tra conferme e nuovi ingressi
L’amministratore delegato Melzi d’Eril continuerà a contare su Marco Carreri, presidente di Mediobanca Premier dal 2022 e volto noto dell’asset-wealth management italiano. Carreri assumerà il ruolo di senior advisor per la divisione Wealth Management, che oggi porta in dote circa il 26% dei ricavi totali del gruppo. “Il wealth management è stato uno dei motori più importanti negli ultimi dieci anni”, spiega una fonte interna.
Resta invece confermata la leadership della divisione Corporate & Investment Banking, guidata da Giuseppe Baldelli e Francisco Bachiller. La struttura opera in Italia, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra, confermando la vocazione internazionale di Mediobanca.
Nuove figure per risorse umane e comunicazione
Nei prossimi giorni entreranno in Mediobanca anche due nuovi manager: Adolfo Rebughini sarà il nuovo responsabile delle Risorse Umane, mentre Nicola Guadagni assumerà il ruolo di Chief of Staff dell’amministratore delegato. Le prime nomine del 2026 sono già operative: da gennaio si sono uniti al gruppo anche Manlio Stefano Nuzzo come General Counsel e Nicola Lillo come capo della comunicazione.
Il nuovo corso voluto da Melzi d’Eril punta a rafforzare Mediobanca tra i protagonisti europei della finanza. L’istituto, però, resta cauto nella comunicazione: “Non commentiamo le indiscrezioni”, ripetono dagli uffici di Piazzetta Cuccia. Ma tra gli addetti ai lavori si respira l’idea che questa sia solo la prima mossa di una trasformazione più ampia.
