Sisma di magnitudo 2.9 scuote il confine tra Abruzzo e Lazio: cosa sapere

Sisma di magnitudo 2.9 scuote il confine tra Abruzzo e Lazio: cosa sapere

Sisma di magnitudo 2.9 scuote il confine tra Abruzzo e Lazio: cosa sapere

Matteo Rigamonti

Gennaio 29, 2026

L’Aquila, 29 gennaio 2026 – Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 ha fatto tremare la notte tra Abruzzo e Lazio. L’evento è avvenuto alle 00:54, con epicentro a Campotosto, in provincia dell’Aquila. I dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) parlano di un sisma a circa 12 chilometri di profondità. I comuni più vicini sono Capitignano e Montereale, sempre nell’Aquilano, mentre Amatrice, nel Reatino, si trova a circa nove chilometri dal punto in cui la terra ha tremato.

La notte che ha svegliato Abruzzo e Lazio

Poco dopo mezzanotte, in una zona già provata da terremoti negli ultimi anni, la scossa è stata avvertita chiaramente da molti residenti. A Campotosto, per esempio, una donna in via Roma ha raccontato di aver sentito “un boato sordo, poi il letto che si muoveva”. In tanti, soprattutto nei paesi più vicini all’epicentro, sono usciti in strada per qualche minuto, preoccupati da possibili repliche. “Abbiamo sentito la vibrazione, poi ci siamo guardati negli occhi e siamo usciti”, ha detto un giovane di Montereale intorno all’una.

Niente danni, ma la paura non passa

I primi controlli fatti dai Vigili del Fuoco e dalle forze dell’ordine non segnalano danni a persone o a edifici. Le squadre hanno perlustrato le zone più vicine all’epicentro, in particolare tra Campotosto e Capitignano. “Al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni di problemi”, ha confermato il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco dell’Aquila poco dopo le due di notte. Nonostante ciò, la paura resta forte tra chi vive in queste zone dell’Appennino centrale, dove il ricordo del terremoto del 2016 è ancora vivo.

Un’area sempre sotto osservazione

La zona dove si è verificata la scossa è considerata a medio-alto rischio sismico. L’INGV ricorda che l’Appennino centrale è un territorio dove il terreno si muove spesso, con scosse di bassa e media intensità che si susseguono nel tempo. “Quella di stanotte è una scossa normale per questa parte dell’Italia centrale”, spiega il sismologo Marco De Santis. “Non è un evento fuori dal comune, ma va comunque tenuto sotto controllo”. Solo nel mese di gennaio, secondo i dati ufficiali, ci sono stati oltre venti terremoti tra Abruzzo, Lazio e Marche.

Il ricordo del sisma del 2016 ancora vivo

Anche se la magnitudo è stata contenuta, la scossa ha riacceso vecchie paure tra gli abitanti. A Campotosto e nei paesi vicini molti ricordano ancora le notti passate fuori casa durante il terremoto del 2016, quando una lunga serie di scosse ha colpito duramente l’area, causando crolli ad Amatrice e Accumoli. “Ogni volta che la terra trema, ci torna in mente quel periodo”, confida un anziano di Capitignano, seduto su una panchina davanti al municipio all’alba.

Monitoraggio costante e raccomandazioni

L’INGV segue con attenzione l’evoluzione della situazione grazie alla rete sismica nazionale. Gli esperti invitano la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni delle autorità. In caso di nuove scosse o segnali strani, è importante segnalare subito eventuali danni o situazioni di pericolo. “La prevenzione è fondamentale”, ricorda De Santis, sottolineando l’importanza di controllare regolarmente la sicurezza degli edifici e di partecipare alle esercitazioni della Protezione Civile.

Una notte senza feriti, ma con la tensione alta

Al momento non ci sono feriti né danni seri. Però la scossa delle 00:54 ha riportato l’attenzione sulla fragilità di questo territorio e sulla necessità di restare sempre vigili. Le autorità locali sono in allerta e nelle prossime ore sono previsti nuovi controlli tecnici nei comuni più vicini all’epicentro. La notte tra Abruzzo e Lazio si è chiusa senza danni gravi, ma con la consapevolezza – ancora una volta – che il rischio terremoto è una realtà quotidiana per migliaia di persone.