Roma, 29 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato oggi, al termine del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, che tra i Paesi membri si è raggiunto un consenso sulla qualificazione dei pasdaran – i Guardiani della Rivoluzione iraniana – come organizzazione terroristica. La dichiarazione è arrivata nel primo pomeriggio, a margine dell’incontro a Bruxelles, mentre la questione iraniana resta al centro delle tensioni diplomatiche tra Europa e Medio Oriente.
Pasdaran e terrorismo: l’Europa si compatta
Secondo Tajani, i ministri degli Esteri dei Ventisette hanno discusso a lungo sull’esigenza di una risposta unitaria alle azioni dei pasdaran, da tempo sotto osservazione per il loro ruolo sia all’interno dell’Iran che nelle crisi regionali. “C’è stato un consenso nel definire i pasdaran come organizzazione terroristica”, ha detto il ministro, chiarendo però che la posizione europea non si limita a una semplice condanna. “Non vuol dire che non si debba continuare a dialogare con Teheran”, ha aggiunto, lasciando intendere che la diplomazia resta uno strumento fondamentale.
La questione è nota a Bruxelles. Nelle settimane scorse, diversi governi – tra cui Francia e Germania – avevano chiesto una presa di posizione più decisa contro i Guardiani della Rivoluzione, soprattutto dopo gli ultimi episodi di repressione interna e le tensioni con Israele. Tuttavia, inserire ufficialmente i pasdaran nella lista nera delle organizzazioni terroristiche dell’UE è ancora un processo tecnico e giuridico da completare.
Sanzioni e dialogo: la linea italiana
L’Italia, rappresentata da Tajani, ha espresso un punto di vista equilibrato. “Serve fermezza, ma anche la capacità di tenere aperti i canali diplomatici”, ha rimarcato il ministro. Roma spinge per sanzioni mirate contro i vertici dei pasdaran, senza però chiudere definitivamente il dialogo con il governo iraniano. Una posizione condivisa da altri Paesi europei, che temono le conseguenze su temi delicati come il nucleare e la sicurezza energetica.
Fonti diplomatiche italiane hanno spiegato che la priorità resta “evitare un’escalation fuori controllo” nella regione. Solo pochi giorni fa, l’Iran aveva minacciato ritorsioni contro chi sosteneva l’inserimento dei pasdaran nelle black list occidentali. Rispondendo ai giornalisti, Tajani ha riconosciuto: “Sappiamo che ogni scelta avrà conseguenze, ma l’Europa deve rimanere unita”.
Il quadro internazionale e le reazioni
La decisione europea arriva in un momento di grande tensione tra Teheran e le capitali occidentali. Negli ultimi mesi, i pasdaran sono stati accusati di aver organizzato attacchi contro obiettivi israeliani e occidentali in Medio Oriente. Secondo l’intelligence francese, almeno tre attentati sventati a Parigi e Berlino sarebbero opera di cellule legate ai Guardiani della Rivoluzione.
Nonostante ciò, diversi esperti invitano alla prudenza. “Isolare completamente l’Iran potrebbe rafforzare le frange più radicali”, ha spiegato a margine dell’incontro un diplomatico tedesco. Anche Josep Borrell, rappresentante UE per la politica estera, ha sottolineato che “il dialogo resta fondamentale per evitare pericolose derive”.
I prossimi passi e gli scenari futuri
Adesso, la proposta di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE dovrà passare al vaglio del Consiglio europeo nelle prossime settimane. Un passaggio delicato, sia tecnico che politico: servirà l’unanimità dei governi e una solida base legale per evitare ricorsi.
Intanto, Tajani ha assicurato che l’Italia continuerà a lavorare “per trovare una soluzione condivisa”, ribadendo l’impegno a garantire “la sicurezza europea senza rinunciare al confronto diplomatico”. La partita è aperta. Ma a Bruxelles si sente la pressione aumentare: ogni decisione peserà sugli equilibri già fragili del Medio Oriente e sui rapporti tra Europa e Iran.
