Roma, 30 gennaio 2026 – A dicembre 2025, secondo i dati diffusi oggi da Istat, il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 5,6%, toccando un nuovo minimo storico dall’inizio delle rilevazioni nel 2004. Il dato, pubblicato questa mattina alle 10, arriva dopo il già significativo 5,7% di novembre, confermando un trend in calo che dura da mesi. Ma mentre la disoccupazione scende, cresce invece il tasso di inattività, salito a dicembre al 33,7%, due decimi in più rispetto al mese precedente.
Disoccupazione ai minimi, ma meno occupati
Il quadro che emerge da Istat è a due facce. A dicembre, il numero di occupati si ferma a 24 milioni 142mila persone. Rispetto a novembre, c’è una leggera flessione: 20mila in meno, pari a -0,1%. Così il tasso di occupazione cala al 62,5%. Un calo contenuto, ma che interrompe la crescita degli ultimi mesi.
Gli analisti dell’istituto spiegano che la diminuzione riguarda soprattutto alcune fasce d’età e settori specifici. “Il mercato del lavoro è nel complesso stabile – dice un funzionario Istat – ma questo calo mensile riflette anche fattori stagionali e la fine di contratti temporanei”.
Aumentano gli inattivi: chi sono i “fantasmi” del lavoro
Se cala la disoccupazione, cresce il numero di chi non cerca lavoro attivamente. Il tasso di inattività, salito al 33,7%, include studenti, pensionati, scoraggiati e chi non può lavorare per motivi familiari o personali. L’aumento è lieve ma significativo rispetto al 33,5% di novembre.
Secondo i primi studi, il fenomeno è legato all’invecchiamento della popolazione e a una maggiore permanenza nei percorsi di studio. “Non tutti gli inattivi si tengono fuori dal mercato per scelta – spiega un ricercatore del Censis – molti giovani prolungano gli studi o aspettano occasioni migliori”.
Bilancio annuo: più occupati rispetto al 2024
Sul fronte annuale, il bilancio è positivo. A dicembre 2025, gli occupati sono lo 0,3% in più rispetto a un anno fa, cioè 62mila persone in più rispetto a dicembre 2024. Il tasso di occupazione resta però stabile, segno che la crescita degli occupati è stata assorbita dall’aumento della popolazione attiva.
Gli economisti sottolineano la resilienza del mercato del lavoro italiano, nonostante il contesto internazionale incerto. “L’Italia continua a recuperare terreno – commenta un docente della Sapienza – ma resta aperta la questione della qualità dei nuovi posti”.
Reazioni contrastanti tra sindacati e imprese
Le cifre di Istat hanno scatenato reazioni diverse. La segretaria generale della Cgil, Francesca Re David, ha detto: “Il calo della disoccupazione è un segnale positivo, ma non basta. Preoccupa l’aumento dell’inattività e la perdita di posti stabili”. In controtendenza, Confindustria commenta: “Il mercato tiene nonostante le difficoltà globali – spiega il vicepresidente Maurizio Stirpe – ora servono investimenti per rafforzare la crescita”.
Dal Ministero del Lavoro, invece, arriva prudenza. Fonti vicine alla ministra Marina Calderone sottolineano che “i dati confermano la necessità di politiche attive e formazione continua”, soprattutto per giovani e donne.
2026: tra incognite e segnali incoraggianti
Guardando avanti, gli esperti invitano a non abbassare la guardia. L’economia mondiale e i timori sull’inflazione potrebbero influenzare il mercato del lavoro italiano. Tuttavia, la tenuta degli occupati e il nuovo minimo della disoccupazione sono segnali da non sottovalutare.
Solo nei prossimi mesi si potrà capire se la tendenza positiva si consoliderà o se serviranno nuovi interventi per sostenere il lavoro e ridurre l’inattività. Per ora, i numeri di Istat raccontano una storia complessa: meno disoccupati, più inattivi e un mercato del lavoro che sta cambiando pelle.
