Roma, 30 gennaio 2026 – Il Procuratore generale della Cassazione, Pietro Gaeta, ha lanciato un avvertimento chiaro questa mattina durante la cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario a Palazzo di Giustizia. Ha sottolineato come lo scontro tra magistratura e politica abbia raggiunto, secondo lui, “livelli inaccettabili per un Paese che si è sempre considerato la culla del liberalismo giuridico”. Le sue parole hanno subito catturato l’attenzione di tutti i presenti, in un’aula gremita di toghe e rappresentanti delle istituzioni.
Gaeta denuncia: lo scontro tra giudici e politica è fuori controllo
Il suo discorso, durato poco meno di quaranta minuti e iniziato alle 10.15 davanti ai vertici della magistratura e ai rappresentanti del governo, è stato misurato ma deciso. “Quello che vediamo oggi, e che viene raccontato alla gente, è uno scontro tra giudici e politica che non possiamo più accettare”, ha detto Gaeta, scandendo bene le parole. Un chiaro riferimento alle tensioni che negli ultimi mesi hanno segnato il rapporto tra potere giudiziario e potere esecutivo, spesso finite sulle prime pagine dei giornali.
Per il Procuratore, il confronto tra istituzioni ha oltrepassato i limiti normali, diventando agli occhi dell’opinione pubblica una vera e propria contrapposizione. “Non possiamo permettere che la fiducia nelle istituzioni venga distrutta da una narrazione fatta di conflitti”, ha aggiunto, rivolgendosi sia ai colleghi sia ai politici presenti in aula.
Il clima teso degli ultimi mesi tra magistratura e politica
Negli ultimi tempi il rapporto tra magistratura e politica è tornato a far discutere. Diversi casi giudiziari di grande rilievo – dalle inchieste su amministratori locali alle polemiche sulle riforme della giustizia – hanno alimentato un dibattito spesso acceso. In Parlamento, alcuni esponenti della maggioranza hanno accusato la magistratura di “interferire” nel lavoro legislativo; dall’altra parte, le associazioni dei magistrati hanno difeso con forza la loro autonomia.
Gaeta non ha fatto nomi, ma il riferimento a come le cose appaiono “agli occhi dei cittadini” sembra puntare proprio a questa escalation di accuse reciproche. “Serve un clima di rispetto tra le istituzioni”, ha ribadito, “solo così si può mantenere l’equilibrio tra i poteri dello Stato”.
Reazioni in aula e primi commenti dalla politica
Al termine della cerimonia, alcuni magistrati hanno confidato che “un richiamo così diretto era necessario”, mentre tra i politici presenti – tra cui il sottosegretario alla Giustizia, Marco Bellini – si è mantenuto un tono prudente. “Abbiamo ascoltato con attenzione le parole del Procuratore generale”, ha detto Bellini ai giornalisti, “e siamo d’accordo sulla necessità di abbassare i toni”.
Non sono mancati interventi anche dall’Associazione Nazionale Magistrati. “La magistratura non cerca lo scontro”, ha spiegato la presidente ANM, Lucia Ferrara, “ma non può rinunciare al proprio ruolo di garante”. Un clima che, almeno ufficialmente, resta teso ma aperto al dialogo.
Anno Giudiziario, un momento di riflessione cruciale
L’apertura dell’Anno Giudiziario è sempre un’occasione importante per fare il punto sulla giustizia italiana. Quest’anno però il discorso di Gaeta ha avuto un peso tutto particolare. Non solo per il messaggio forte contro lo scontro istituzionale, ma anche per il tono sobrio e senza fronzoli, quasi a voler riportare la cerimonia al suo vero senso: una riflessione collettiva.
“Dobbiamo riconquistare la fiducia dei cittadini”, ha concluso poco prima delle 11. Parole che molti hanno annotato, consapevoli che il confronto tra giudici e politica continuerà a tenere banco nei prossimi mesi.
