Kiev sotto attacco: 100 droni russi e un missile nella notte

Kiev sotto attacco: 100 droni russi e un missile nella notte

Kiev sotto attacco: 100 droni russi e un missile nella notte

Matteo Rigamonti

Gennaio 30, 2026

Kiev, 30 gennaio 2026 – Nella notte tra martedì e mercoledì, la Russia ha lanciato oltre 100 droni e un solo missile contro varie zone dell’Ucraina, secondo quanto riferito dall’aeronautica militare ucraina. L’attacco è arrivato poche ore dopo le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riaccendendo le tensioni sul fronte orientale. Il Paese, intanto, si trova a fare i conti con temperature gelide e una crisi energetica che peggiora di giorno in giorno.

Pieno assalto dopo l’annuncio di Trump

Il portavoce dell’aeronautica ucraina, Yuriy Ihnat, ha raccontato che i droni sono partiti a ondate a partire dalle 22:30 di ieri sera. Le sirene d’allarme hanno risuonato a Kiev, Kharkiv, Dnipro e in altre città. “Abbiamo contato almeno 102 droni Shahed, di fabbricazione iraniana, e un missile da crociera”, ha detto Ihnat durante il briefing delle 7 di questa mattina. Le sirene sono suonate per più di quattro ore, costringendo migliaia di persone a rifugiarsi nei sotterranei.

Solo poche ore prima, da Washington, Trump aveva detto che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe accettato di fermare per una settimana gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine, dopo un appello personale legato al freddo intenso che sta colpendo il Paese. “Ho parlato direttamente con Putin. Gli ho chiesto una pausa per permettere agli ucraini di affrontare questo gelo”, aveva spiegato Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Danni e blackout nelle città colpite

Nonostante la promessa di una tregua, i raid notturni hanno colpito soprattutto le regioni orientali e meridionali. A Zaporizhzhia, le autorità locali segnalano almeno tre palazzi residenziali danneggiati dai detriti dei droni abbattuti. A Odessa, una centrale elettrica secondaria è rimasta senza corrente per circa due ore. “Abbiamo lavorato tutta la notte per ripristinare la fornitura”, ha detto il sindaco Gennadiy Trukhanov.

A Kiev, la gente si è svegliata con il rumore dei generatori nei cortili e lunghe file davanti ai punti dove distribuiscono acqua potabile. “Non ci fidiamo più delle promesse”, ha confessato Olena, 42 anni, insegnante nel quartiere Obolon. “Ogni notte è una lotteria”.

Gelo e crisi energetica: un inverno che morde

Le temperature sono scese fino a -18 gradi nella notte tra il 29 e il 30 gennaio, mettendo a dura prova una rete elettrica già provata dai mesi di bombardamenti. Il ministero dell’Energia di Kiev parla di oltre 1,2 milioni di persone rimaste senza luce, anche solo per alcune ore, nelle ultime 24 ore. “La situazione è critica in molte zone di campagna”, ha ammesso il ministro German Galushchenko.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio sui social alle 8:15, ha accusato Mosca di “usare il freddo come arma”. “Non ci fermeranno né con i droni né con il gelo”, ha scritto su Telegram.

Tregua in dubbio: le reazioni dall’estero

L’attacco della notte fa sorgere dubbi sulla reale portata della sospensione degli attacchi russa annunciata da Trump. Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che “non sono previsti cambiamenti nelle operazioni militari”, mentre fonti diplomatiche occidentali parlano di “scetticismo diffuso” su una possibile pausa vera.

A Bruxelles, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto “chiarezza” sulle intenzioni di Mosca e ha confermato il sostegno dell’Unione Europea a Kiev. “Non possiamo permetterci illusioni”, ha detto durante una conferenza stampa alle 11:30.

La popolazione resiste: storie dalla linea del fuoco

Nelle strade di Kharkiv, con -15 gradi alle 6 del mattino, i volontari distribuiscono coperte e pasti caldi davanti alla stazione centrale. “Ogni notte è peggio della precedente”, racconta Mykola, pensionato di 67 anni. “Speriamo solo che questa guerra finisca presto”.

Le prime stime delle autorità ucraine parlano di nessuna vittima civile nell’attacco della notte, ma i danni alle infrastrutture sono pesanti. La Croce Rossa locale segnala almeno 400 famiglie costrette a lasciare temporaneamente le proprie case.

Mentre la diplomazia internazionale cerca un modo per una tregua reale, sul terreno la guerra continua a segnare la vita degli ucraini tra allarmi, blackout e gelo.