Mistero sui Nebrodi: tre cacciatori trovati morti, le ferite raccontano una storia inquietante

Mistero sui Nebrodi: tre cacciatori trovati morti, le ferite raccontano una storia inquietante

Mistero sui Nebrodi: tre cacciatori trovati morti, le ferite raccontano una storia inquietante

Matteo Rigamonti

Gennaio 30, 2026

Messina, 30 gennaio 2026 – Tre cacciatori sono stati trovati senza vita nelle campagne di Montagnareale, sui Nebrodi, mercoledì 28 gennaio. Le vittime sono Antonio Gatani, 82 anni, e i fratelli Davis e Giuseppe Pino, rispettivamente di 26 e 44 anni. I corpi sono stati scoperti in un’area boscosa poco distante dalla strada provinciale, con ferite multiple al torace e alla testa. Sulla tragedia indagano i carabinieri di Patti, che stanno cercando di ricostruire cosa sia successo e quale possa essere il movente.

Indagini in corso: autopsia e controlli balistici decisivi

Gli investigatori puntano tutto su autopsia e accertamenti balistici per capire come sono morti i tre uomini. Nella notte tra mercoledì e giovedì sono state ascoltate una decina di persone, tra cui un amico di Gatani che spesso lo accompagnava a caccia. “Con lui usciva spesso, ma quella volta non c’era”, ha riferito una fonte vicina agli inquirenti. Si sta verificando se quest’uomo fosse nei dintorni del bosco o se abbia notato qualcosa di strano nelle ore prima del ritrovamento.

I carabinieri hanno inoltre interrogato familiari e altri amici delle vittime, per ricostruire le ultime ore prima della tragedia. Accanto ai corpi sono stati trovati tre fucili da caccia, ma non è ancora chiaro se siano stati usati per sparare o se ci sia una quarta arma coinvolta.

Nessun legame tra le vittime: un mistero da chiarire

Uno degli aspetti più strani emersi finora è che Gatani non conosceva i fratelli Pino. Secondo gli investigatori, i tre non avevano rapporti tra loro. “Non risultano né chiamate né messaggi, né appuntamenti fissati”, ha spiegato un ufficiale. Dai primi controlli sui cellulari non risulta alcuna comunicazione tra loro. Questo complica la ricostruzione: non cacciavano insieme e, almeno in apparenza, non avevano motivo di trovarsi nello stesso posto.

La Procura di Patti sta valutando diverse ipotesi. Tra queste, un tragico errore durante la battuta di caccia o una lite degenerata in un omicidio-suicidio. “Stiamo valutando tutte le piste”, ha detto un magistrato. Solo l’esito degli esami balistici potrà dire se i colpi sono stati sparati con le armi trovate o con un’altra ancora da scoprire.

Chi erano le vittime: nessun precedente, nessun legame con la criminalità

Antonio Gatani, pensionato di Montagnareale, era noto in paese come un appassionato cacciatore. I fratelli Davis e Giuseppe Pino, che vivevano a Patti, lavoravano come operai e non avevano mai avuto problemi con la giustizia. Nessuno dei tre aveva legami con la criminalità. Questo, secondo gli investigatori, esclude la pista di un regolamento di conti o di un agguato pianificato.

La zona del ritrovamento è conosciuta per la presenza di suini neri dei Nebrodi, animali selvatici spesso cacciati e a volte venduti illegalmente. Ma al momento non ci sono prove che colleghino la morte dei tre a traffici illeciti.

Cosa succederà nelle prossime ore

I risultati dell’autopsia, che sarà eseguita all’Istituto di medicina legale di Messina, saranno fondamentali. Gli esami dovranno stabilire l’ora della morte e la traiettoria dei proiettili. Solo allora si potrà capire se si è trattato di un incidente, una lite finita nel sangue o un gesto estremo.

Intanto, a Montagnareale e Patti regna lo sgomento. “Qui non era mai successo nulla di simile”, racconta un residente. I carabinieri continuano a sorvegliare la zona, mentre la comunità aspetta risposte su una tragedia che ha lasciato tutti senza parole.