Roma, 30 gennaio 2026 – Questa mattina un gruppo di deputati di Pd, M5s e Avs ha occupato la sala stampa della Camera dei Deputati. Qui, alle 11.30, era prevista una conferenza sulla remigrazione, organizzata da esponenti dell’estrema destra. Tra loro spiccavano il portavoce di Casapound Luca Marsella, Ivan Sogari del Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti (ex Forza Nuova) e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. La sala era stata prenotata dal deputato leghista Domenico Furgiuele. Le opposizioni hanno spiegato di voler così bloccare “l’ingresso di nazisti nel palazzo”.
Tensione a Montecitorio: deputati in presidio e occupazione
Fin dalle prime ore della mattina, vari parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra si sono radunati davanti alla sala stampa di Montecitorio. Tra loro, la capogruppo Pd Chiara Braga e il deputato M5s Riccardo Ricciardi hanno detto ai giornalisti: “Non si può accettare che la Camera dia spazio a chi si richiama apertamente al fascismo e al razzismo”. La protesta è presto diventata un’occupazione vera e propria: sedie ammassate davanti alla porta, cartelli con scritte come “Mai più fascismi” e “La Costituzione non si tocca”.
Secondo fonti parlamentari, la tensione è salita verso le 10.45, quando alcuni collaboratori degli organizzatori hanno provato a entrare nella sala. “Non ce ne andiamo finché la conferenza non viene annullata”, ha ribadito una deputata di Avs. Nel frattempo, i commessi della Camera hanno tentato di calmare gli animi, mentre fuori si sono radunati anche alcuni giornalisti in attesa di sviluppi.
La conferenza sulla remigrazione e le polemiche che infiammano
La conferenza, intitolata “Remigrazione: una proposta per l’Italia”, avrebbe dovuto vedere la partecipazione di noti esponenti dell’estrema destra italiana. Tra i relatori, oltre a Luca Marsella di Casapound, c’erano Ivan Sogari del Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, ex di Forza Nuova, e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. L’evento era stato promosso sui social dei gruppi coinvolti e aveva già scatenato dure critiche dall’opposizione.
Il termine “remigrazione”, usato in questi ambienti per indicare il rimpatrio forzato degli immigrati, è stato definito “inaccettabile” da diversi politici. “Non possiamo lasciare che il Parlamento diventi un megafono per idee xenofobe”, ha detto ieri la segretaria Pd Elly Schlein. Anche Giuseppe Conte (M5s) ha espresso preoccupazione: “La democrazia va difesa anche impedendo la normalizzazione dell’odio”.
La prenotazione e la posizione della Lega
La sala stampa era stata regolarmente prenotata dal deputato leghista Domenico Furgiuele, che ha difeso la conferenza come un atto di “libertà di espressione”. In una nota diffusa ieri sera, Furgiuele ha spiegato: “Non condivido le idee degli ospiti, ma il confronto è sempre utile. Bloccare un dibattito significa negare la democrazia”. La Lega, però, ha subito preso le distanze dalle organizzazioni invitate: “Nessuna adesione politica da parte nostra”, ha precisato un portavoce del gruppo.
Fonti interne alla Camera riferiscono che la presidenza stava valutando se annullare l’evento per motivi di ordine pubblico. Al momento, però, non è arrivata nessuna decisione ufficiale.
Vecchie tensioni e nuove proteste a Montecitorio
Non è la prima volta che la presenza di esponenti dell’estrema destra scatena tensioni in Parlamento. Lo scorso anno, una conferenza simile era stata cancellata dopo le proteste delle opposizioni. Oggi la situazione è ancora più tesa: “Non è solo politica, qui si tratta di difendere i valori della Costituzione”, confida un deputato Pd.
Fuori dalla Camera si sono radunati anche alcuni attivisti antifascisti. La polizia è presente fin dalle prime ore del mattino, mentre dentro il palazzo si susseguono riunioni tra i capigruppo alla ricerca di una soluzione.
Libertà d’espressione e limiti nelle sedi istituzionali
La vicenda riapre il dibattito sui confini della libertà d’espressione nei luoghi istituzionali. Alcuni costituzionalisti, sentiti da alanews.it, spiegano che “la Camera può regolare chi può accedere alle sue sale, basandosi sui principi democratici”. Resta però aperta la domanda su chi debba decidere cosa è ammissibile.
Al momento la conferenza sulla remigrazione è sospesa. Le opposizioni restano ferme nella sala stampa. E la giornata a Montecitorio promette di essere ancora lunga.
