Pinelli avverte: la delegittimazione reciproca minaccia le istituzioni

Pinelli avverte: la delegittimazione reciproca minaccia le istituzioni

Pinelli avverte: la delegittimazione reciproca minaccia le istituzioni

Matteo Rigamonti

Gennaio 30, 2026

Roma, 30 gennaio 2026 – “La delegittimazione reciproca tra i poteri dello Stato indebolisce le Istituzioni e rischia di spezzare quel legame di fiducia con i cittadini”. Così ha avvertito questa mattina Fabio Pinelli, vicepresidente del Csm, durante la cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario alla Corte di Cassazione. Un messaggio chiaro, lanciato davanti a magistrati, avvocati e rappresentanti delle istituzioni, in un momento in cui torna al centro il rapporto sempre delicato tra politica e giustizia.

Fiducia a rischio: cittadini divisi e istituzioni sotto pressione

Pinelli ha messo in guardia sul pericolo che la sfiducia si insinui tra la gente, soprattutto quando vede scontri aperti tra chi ha il compito di decidere le sorti del Paese. “I cittadini, confusi, possono chiedersi se è ancora il caso di fidarsi di chi prende decisioni – a vario titolo – sul loro futuro”, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Il richiamo vale sia per chi fa le leggi – anche quelle più importanti – sia per chi le applica in tribunale.

Il rischio è serio e riguarda tutto il sistema: non solo la magistratura o la politica, ma l’intero impianto delle Istituzioni. “Serve uno sforzo condiviso, con la responsabilità di tutti, per evitare questa deriva”, ha aggiunto, rivolgendosi ai presenti nella sala magna della Cassazione. Un passaggio che ha trovato consenso tra i magistrati in prima fila, alcuni dei quali hanno annuito.

Un invito a fare squadra

L’apertura dell’Anno Giudiziario è sempre un momento di bilanci e riflessioni per la giustizia italiana. Quest’anno, però, il clima era più teso del solito. Le polemiche delle ultime settimane – tra riforme annunciate e critiche incrociate – hanno reso ancora più urgente il richiamo di Pinelli alla “responsabilità” e al “contributo di tutti”.

“Solo con un dialogo onesto e rispettoso tra i diversi poteri si può tenere in piedi la democrazia”, ha confidato un magistrato della Suprema Corte a fine cerimonia. Pur senza nominarli, i riferimenti alle tensioni tra Parlamento, Governo e magistratura erano evidenti agli addetti ai lavori.

Riforme e tensioni: il quadro attuale

Negli ultimi mesi il dibattito sulle riforme della giustizia si è acceso molto. Le proposte toccano sia la Costituzione sia l’organizzazione interna dei tribunali. Da una parte, politici che hanno criticato sentenze considerate “invadenti”. Dall’altra, magistrati e associazioni che difendono l’autonomia della giustizia.

Fonti vicine al Csm spiegano che la vera preoccupazione è la percezione che arriva al pubblico. “Se passa l’idea che le istituzioni si annullano a vicenda – dice un consigliere togato – si rischia di minare la fiducia che tiene insieme la democrazia”. Concetto che Pinelli ha ribadito: la legittimazione tra poteri non è solo una questione di forma, ma di sostanza.

Le reazioni dal mondo giudiziario e politico

All’uscita dalla Cassazione, molti avvocati hanno apprezzato il discorso di Pinelli. “Bisogna abbassare i toni e lavorare insieme”, ha detto Maria Grazia Vassallo, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Più cauti i commenti di alcuni politici presenti: “Il confronto è necessario, ma senza attacchi personali”, ha osservato un deputato della commissione Giustizia.

Nel pomeriggio sono attese altre dichiarazioni dai vertici del Ministero della Giustizia. Intanto, la cerimonia si è chiusa poco dopo le 13 con un applauso formale e qualche stretta di mano tra i protagonisti.

Fiducia fragile, ma possibile ricostruzione

Il messaggio di Pinelli – pronunciato in un’aula piena e silenziosa – resta un monito per i mesi a venire. La fiducia nelle istituzioni oggi è un bene prezioso e fragile. Eppure, come ha ricordato il vicepresidente del Csm, solo con l’impegno responsabile di tutti potrà nascere una nuova stagione per la giustizia italiana.