Procuratore Viola lancia la sfida: nuova convenzione con Inps contro le irregolarità lavorative

Procuratore Viola lancia la sfida: nuova convenzione con Inps contro le irregolarità lavorative

Procuratore Viola lancia la sfida: nuova convenzione con Inps contro le irregolarità lavorative

Matteo Rigamonti

Gennaio 30, 2026

Milano, 30 gennaio 2026 – La Procura della Repubblica di Milano e l’INPS hanno siglato oggi, al Tribunale di Milano, un protocollo d’intesa che punta a dare una spinta forte nella lotta contro le infiltrazioni criminali nel mondo del lavoro. L’accordo, definito “unico nel suo genere in Italia”, vuole rafforzare un rapporto già avviato tra le due istituzioni e rendere più incisivo il contrasto a fenomeni come lavoro nero e caporalato, grazie a metodi condivisi e uno scambio più stretto di informazioni.

Legalità al lavoro: un’intesa che fa la differenza

Il procuratore di Milano, Marcello Viola, ha aperto l’incontro con parole chiare e decise: “Quando si parla di lavoro, il rischio di infiltrazioni criminali è sempre dietro l’angolo. Dobbiamo combatterlo con tutte le nostre forze”. La firma del protocollo, ha spiegato, è la formalizzazione di un’intesa già ben collaudata. “Con questo accordo diamo corpo a un rapporto consolidato con l’INPS, mettendo in campo modelli concreti e virtuosi”.

Secondo Viola, il lavoro insieme ha già prodotto risultati “particolarmente efficaci” contro il lavoro irregolare. “Tutti noi abbiamo il dovere di spingere verso la legalità”, ha aggiunto, sottolineando che il nuovo protocollo darà ancora più forza a questa battaglia.

Obiettivi chiari e strumenti concreti

Il documento firmato oggi mette nero su bianco una serie di obiettivi pratici: rafforzare la prevenzione, migliorare lo scambio di informazioni e le indagini su notizie di reato, intensificare i controlli sulle violazioni relative a contributi, previdenza e assistenza. Il protocollo coinvolge anche altre istituzioni, puntando a creare una rete che renda più efficace l’azione contro questi fenomeni.

Il presidente dell’INPS, presente all’incontro insieme ai vertici dell’istituto lombardo, ha ricordato come “collaborare con la magistratura sia fondamentale per difendere i diritti dei lavoratori e garantire rapporti di lavoro regolari”. L’accordo prevede scambi regolari di dati, formazione congiunta del personale e tavoli tecnici per tenere sotto controllo i risultati ottenuti.

Un modello da esportare in tutta Italia

Durante l’incontro è emerso che il protocollo milanese è una novità nel panorama nazionale. “È un accordo unico in Italia”, hanno spiegato fonti della Procura. Ora si punta a testarne l’efficacia sul campo per capire se può essere replicato in altre realtà territoriali.

Il problema del lavoro nero e del caporalato resta una delle emergenze principali nel mercato del lavoro italiano. Secondo i dati INPS del 2025, in Lombardia sono state scoperte oltre 3.000 violazioni legate al lavoro irregolare, con un aumento del 12% rispetto all’anno prima. La presenza della criminalità organizzata nei settori più esposti – edilizia, agricoltura, logistica – è stata più volte segnalata anche dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Istituzioni unite contro i reati

Il nuovo protocollo vuole abbattere le vecchie barriere tra enti pubblici, favorendo un lavoro di squadra. “Solo collaborando davvero possiamo colpire quei fenomeni criminali che minacciano il lavoro”, ha ribadito Viola. L’INPS metterà a disposizione della Procura banche dati e strumenti informatici avanzati per individuare flussi sospetti e anomalie nei versamenti contributivi.

La Procura, da parte sua, garantirà tempi rapidi per aprire indagini e trasmettere informazioni importanti agli ispettori. “La legalità non è un concetto astratto – ha concluso Viola – è una responsabilità concreta che coinvolge tutte le istituzioni”.

Le prime reazioni e cosa ci aspetta

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti di sindacati e associazioni datoriali. “Un passo avanti importante”, ha commentato a margine il segretario regionale della CGIL Lombardia, Elena Lattuada. “Solo così si può sperare di fermare quei fenomeni che danneggiano i lavoratori onesti e le imprese che rispettano le regole”.

Nei prossimi mesi si valuteranno i primi effetti dell’accordo. Se i risultati saranno quelli sperati, il protocollo potrebbe diventare un modello da seguire per altre procure italiane. Nel frattempo, a Milano si rafforza la rete istituzionale contro le infiltrazioni criminali nel lavoro. Un segnale concreto in una città dove la sfida della legalità è quotidiana.