Teheran avverte: gli eserciti europei potrebbero essere etichettati come terroristi

Teheran avverte: gli eserciti europei potrebbero essere etichettati come terroristi

Teheran avverte: gli eserciti europei potrebbero essere etichettati come terroristi

Matteo Rigamonti

Gennaio 30, 2026

Bruxelles, 30 gennaio 2026 – L’Unione Europea si trova di nuovo al centro di uno scontro diplomatico con l’Iran. Tutto nasce dalle parole di Ali Larijani, segretario del Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale iraniana, che ha annunciato come, secondo una risoluzione dell’assemblea consultiva islamica, gli eserciti dei Paesi europei coinvolti nella recente decisione contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) siano ora considerati “terroristi” da Teheran. Il messaggio è arrivato ieri sera, poco dopo le 20, con un post sul suo profilo X (ex Twitter), in risposta alla risoluzione votata dal Parlamento europeo la settimana scorsa.

Iran-Ue, il clima si fa rovente dopo la risoluzione contro l’IRGC

Larijani non ha usato mezzi termini. In un momento già teso tra Bruxelles e Teheran, ha scritto: “L’Unione Europea sa bene che, secondo la risoluzione dell’assemblea consultiva islamica, gli eserciti dei Paesi coinvolti nella recente mossa europea contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica sono considerati terroristi”. Un messaggio chiaro, senza margini di interpretazione. Poi la minaccia: “Le conseguenze ricadranno sui Paesi europei che hanno adottato queste misure”. Sottinteso: potrebbero arrivare ripercussioni, di natura diplomatica o altro.

La mossa dell’Europa e la risposta di Teheran

La settimana scorsa il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede di inserire l’IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione. Una decisione motivata dalle accuse all’Iran di violazioni dei diritti umani e dal ruolo delle Guardie della Rivoluzione in diverse crisi, dal Medio Oriente all’Ucraina. Teheran non ha tardato a replicare: il portavoce del ministero degli Esteri ha definito la risoluzione “provocatoria” e “senza basi legali”.

Fonti europee spiegano che la risoluzione non ha effetti immediati ma rappresenta un segnale politico molto forte. La reazione iraniana, però, con l’annuncio di etichettare “terroristi” gli eserciti europei coinvolti, rischia di far salire la tensione ancora di più.

Cosa potrebbe succedere?

Per ora, nessuno Stato membro dell’Unione ha subito provvedimenti concreti da parte di Teheran. Ma la dichiarazione di Larijani viene letta come un avvertimento serio: “Le conseguenze ricadranno sui Paesi europei”, ha ribadito. Nessuno ha specificato quali misure potrebbero arrivare, ma il clima resta pesante.

A Bruxelles, fonti della Commissione europea hanno evitato di commentare direttamente le parole iraniane. In ambienti diplomatici si ricorda come l’Unione Europea voglia mantenere il dialogo con Teheran, ma sottolinea che prima serve il rispetto dei diritti umani e delle regole internazionali. Solo dopo si potrà pensare a una possibile distensione.

Chi sono le Guardie della Rivoluzione e perché contano così tanto?

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, nato nel 1979 dopo la rivoluzione iraniana, è uno degli attori chiave della politica di sicurezza in Iran. Negli ultimi anni è stato accusato da diversi governi occidentali di appoggiare gruppi armati in Siria, Iraq e Libano. L’ultimo rapporto dell’ONU, pubblicato a dicembre 2025, conferma che le attività delle Guardie sono sotto stretta osservazione internazionale.

La decisione europea di inserire l’IRGC tra le organizzazioni terroristiche è un precedente importante nei rapporti tra Bruxelles e Teheran. In risposta, il Parlamento iraniano ha approvato una mozione che equipara gli eserciti dei Paesi Ue a “forze ostili”. Un gesto simbolico, certo, ma che potrebbe avere effetti concreti sulla cooperazione militare e sugli scambi diplomatici.

Le reazioni in Europa e in Iran

Nelle capitali europee, da Parigi a Berlino, si preferisce mantenere un atteggiamento prudente. I governi aspettano di vedere come evolverà la situazione prima di prendere una posizione ufficiale. A Roma, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato ieri sera: “L’Italia segue con attenzione l’evolversi della situazione e rimane impegnata per una soluzione diplomatica”.

A Teheran, invece, la notizia ha fatto il giro dei principali media locali. Alcuni cittadini intervistati dall’agenzia Mehr hanno espresso preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche e per i rapporti con l’Europa. “Speriamo che non si arrivi a nuove sanzioni”, ha detto un commerciante del bazar centrale.

Il confronto tra Iran e Unione Europea resta aperto. Nei prossimi giorni sono attese nuove dichiarazioni ufficiali sia da Bruxelles che da Teheran. La partita diplomatica è appena cominciata.